Foulard giudice Ercolini: test Ris riaprono il giallo dell’inchiesta

Foulard giudice Ercolini: test Ris riaprono il giallo dell’inchiesta
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il foulard giudice Ercolini torna al centro dell’inchiesta sulla morte della magistrata Francesca Ercolini, mentre nuovi accertamenti tecnici vengono eseguiti nella sede del Ris di Roma a Tor di Quinto. Il reperto, un foulard Gucci trovato attorno al collo della giudice nella villetta di viale Zara a Pesaro, è stato sottoposto a verifiche insieme a un tessuto utilizzato per simulare la dinamica del presunto suicidio. La vicenda riguarda la donna di 51 anni originaria di Campobasso, trovata senza vita il 26 dicembre 2022 nella casa di famiglia. L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sul confronto tra materiali diversi, in un passaggio ritenuto centrale per la ricostruzione della scena.

I test sui due foulard al Ris di Roma

Gli specialisti del Ris hanno concluso gli accertamenti nella tarda serata, lavorando sul foulard originale e su quello utilizzato per la simulazione della scena del presunto suicidio. Il confronto tra i due tessuti rappresenta un punto chiave per verificare la compatibilità delle tracce e delle condizioni riscontrate sul reperto trovato nella casa di viale Zara. L’ipotesi iniziale di suicidio per impiccamento con un foulard di seta è stata oggetto di rilettura alla luce di nuovi approfondimenti tecnici. Il lavoro dei carabinieri si inserisce in un quadro investigativo più ampio, in cui ogni elemento materiale viene analizzato per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti avvenuti nell’abitazione di Pesaro.

Gli elementi che alimentano i dubbi sulla dinamica

Nel corso delle verifiche emergono elementi che continuano a generare interrogativi sulla dinamica della morte della giudice. Il foulard presenta un pezzo mancante, mentre sulle mani della donna sono state rilevate lesioni che potrebbero essere compatibili con un tentativo di difesa da un’aggressione. A questi dettagli si aggiunge una macchia di sangue ritenuta al momento non chiarita, individuata su una parete della casa. L’insieme di questi riscontri ha contribuito a mantenere aperta la possibilità che la scena possa essere stata alterata o ricostruita in modo non coerente con l’ipotesi iniziale di suicidio. La lettura degli elementi resta centrale per gli inquirenti.

L’inchiesta della Procura dell’Aquila e le verifiche in corso

L’inchiesta sulla morte di Francesca Ercolini è seguita dalla Procura dell’Aquila, competente per i casi che coinvolgono magistrati marchigiani. Gli accertamenti sono stati riaperti per verificare se si sia trattato di un suicidio per impiccamento o se la scena del ritrovamento sia stata modificata. L’abitazione di via Zara, oggi affittata, resta al centro delle analisi investigative. Parallelamente, il caso continua a suscitare attenzione mediatica, anche attraverso il racconto della madre della giudice, intervenuta alla trasmissione “Chi l’ha visto”, che ha riportato elementi legati al dolore e ai dubbi ancora presenti sulla vicenda. Le verifiche tecniche proseguono per chiarire ogni passaggio della ricostruzione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.