La madre della giudice Ercolini: "L’ultimo messaggio, poi il silenzio". Nuova perizia il 22 settembre
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Redazione Interno
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Il 26 mattina ci siamo scambiate dei messaggi. L’ultimo verso le 10: diceva che aveva bisogno di riposare ancora e che ci saremmo viste più tardi. Carmela Fusco, madre della giudice Francesca Ercolini, affida al Corriere della Sera il ricordo di quelle ultime ore di contatto con la figlia, poche prima del ritrovamento del corpo nella casa di viale Zara a Pesaro. È stato il silenzio, dopo quel messaggio, a insinuare il primo tarlo nella quotidianità della donna, che ha iniziato a preoccuparsi quando non è più riuscita a mettersi in contatto con la magistrata.
Un’assenza che si è trasformata in dramma con la scoperta del corpo, il giorno di Santo Stefano del 2022.
I segni che non tornano e l’ipotesi aggressione
La morte della 51enne venne inizialmente classificata come suicidio, ma le nuove indagini della Procura dell’Aquila hanno riportato alla luce elementi che, secondo l’accusa, non sarebbero stati adeguatamente valutati nella prima fase delle investigazioni. Lesioni alle mani, unghie danneggiate e un ematoma alla testa: segni che potrebbero raccontare una storia diversa, quella di una possibile aggressione e di un tentativo di difesa da parte della giudice.
A questi si aggiunge un segno al collo, un dettaglio che alimenta i dubbi degli inquirenti e che apre scenari finora inesplorati, in un quadro dove ogni indizio sembra spingere verso una verità che resta ancora sfuggente.
La madre: "Mi dissero che era morta d’infarto"
Il dolore di Carmela Fusco attraversa le pieghe di un caso giudiziario che non ha ancora trovato una risposta definitiva. "Mi dissero: è morta d’infarto", racconta la madre, rivelando la prima versione dei fatti che le fu fornita. Ma la donna custodisce anche la memoria dei pensieri più intimi della figlia, che nelle conversazioni con lei non nascondeva le difficoltà personali. "Lei mi raccontava tutto, pensava di separarsi", ha dichiarato al Corriere, aggiungendo un tassello al profilo della magistrata che viene tratteggiato in queste ore.
Un’intenzione, quella di allontanarsi dal marito, che assume ora un peso specifico nelle indagini, intrecciandosi con i segni fisici rilevati sul corpo e con la dinamica ancora oscura di quella mattina di dicembre.
Il giallo del foulard e il labirinto investigativo
La morte di Francesca Ercolini si configura come un labirinto investigativo, dove ogni elemento sembra aprire una porta dietro la quale però non c’è mai una risposta definitiva. Un giallo che si arricchisce di un dettaglio apparentemente minore ma carico di significato: il foulard. La famiglia ha lanciato un appello per trovarne uno uguale a quello indossato o trovato vicino alla giudice, un particolare che potrebbe rivelarsi cruciale per ricostruire gli ultimi istanti di vita della donna.
La nuova data fissata per fare chiarezza è il 22 settembre, quando davanti al gip dell’Aquila Marco Billi si terrà un nuovo incidente probatorio. Un passaggio delicato che potrebbe dare una svolta alle indagini, chiamate a sciogliere il nodo centrale: suicidio o omicidio mascherato.




