Un 25 aprile di tensione a Palermo: Lagalla contestato al Giardino inglese tra cori e bandiere palestinesi
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Redazione Interno
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Non c’è stata alcuna tregua, ieri mattina, durante le celebrazioni del 25 aprile al Giardino inglese di Palermo, dove il sindaco Roberto Lagalla è stato accolto da una contestazione che ha di fatto reso difficoltoso il suo intervento. Appena il primo cittadino ha preso la parola, un gruppo compatto di manifestanti – sventolando bandiere della Palestina e, a tratti, anche di Cuba – ha iniziato a intonare cori di dissenso piuttosto chiari, come “Fuori Lagalla e i sionisti dal 25 aprile” oppure “Lagalla dimettiti”. La situazione, sul momento, è app apparsa tesa: le urla di “vergogna” si sono sovrapposte per oltre cinque minuti alla voce del primo cittadino, il quale ha però scelto di non abbandonare il palco, portando a termine il proprio discorso nonostante il clima ostile e salutando infine gli stessi contestatori.
La scintilla della protesta: l’incontro con l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled
A scatenare la reazione, com’è emerso immediatamente dal clima della piazza, non è stata una questione locale, bensì una scelta di agenda internazionale del sindaco. I manifestanti, tra cui molti esponenti dei collettivi pro Palestina, contestano a Lagalla l’incontro avuto nei giorni scorsi con l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, un faccia a faccia che loro hanno interpretato come una sorta di tradimento dello spirito antifascista della ricorrenza. Per chi protestava, insomma, la festa della Liberazione non poteva coincidere con un gesto di apparente vicinanza diplomatica a uno Stato accusato – dalle stesse frange della sinistra radicale – di condotte belliche a Gaza. La contestazione, va detto, non ha impedito il normale svolgimento della cerimonia: dopo Lagalla, è intervenuto il presidente provinciale dell’Anpi, Ottavio Terranova, il quale ha saputo riportare la calma tra i presenti o quantomeno ha concluso il proprio discorso tra gli applausi, segno che la frattura era più politica che rituale.
Le immediate reazioni politiche dal centrodestra: Alongi (Fi) parla di "valori traditi"
Come prevedibile, l’eco della tensione al Giardino inglese ha subito varcato i cancelli della manifestazione per approdare nei comunicati stampa dei partiti. Il coordinatore provinciale di Forza Italia a Palermo, Pietro Alongi, non ha usato mezzi termini per definire l’accaduto: a suo avviso, “contestare in modo aggressivo e impedire di fatto il libero intervento del sindaco rappresenta un gesto grave, che contraddice apertamente i valori stessi che questa giornata dovrebbe unire e celebrare”. Alongi ha voluto sottolineare come il 25 aprile rappresenti un simbolo di riconquista della libertà e del rispetto delle istituzioni democratiche, ragion per cui negare l’uso della parola a un’autorità territoriale è parso ai suoi occhi un controsenso quasi paradossale.
Anche dalle fila di Fratelli d’Italia, il senatore Raoul Russo e il presidente cittadino Antonio Rini hanno espresso una “ferma condanna”, parlando di un “attacco non a una persona, ma alla massima istituzione territoriale”. Secondo i due esponenti, il clima di contestazione restituirebbe un’immagine distorta e preoccupante della città, laddove il 25 aprile dovrebbe invece rappresentare un momento di pacificazione e di memoria condivisa. Nessuna ambiguità, insomma, da parte del centrodestra che ha sostenuto il sindaco.
La marcia successiva e lo striscione costituzionale nel corteo
Terminata la cerimonia istituzionale, il popolo della manifestazione si è riversato in un lungo corteo partito da via Libertà, attraversando la città fino a raggiungere piazza Massimo per i comizi finali. A differenza della tensione iniziale – che sembrava aver monopolizzato le cronache – il clima della marcia è apparso più disteso e affollato: in testa al corteo sventolava una grande riproduzione della Costituzione italiana, seguita dallo striscione della Cgil. Tra la folla, si sono viste molte famigge, rappresentanti dell’Anpi e collettivi studenteschi, mentre la solidarietà alla causa palestinese continuava a essere un tema centrale, come testimoniato da un bandierone lungo una ventina di metri portato dai manifestanti. La presenza delle forze dell’ordine, con agenti della Digos e pattuglie dei carabinieri, è stata costante lungo tutto il tragitto.
Description: Tensione a Palermo il 25 aprile: il sindaco Roberto Lagalla contestato al Giardino inglese con cori e bandiere filopalestinesi per l'incontro con l'ambasciatore israeliano.




