Leone XIV nomina monsignor Cesare Di Pietro nuovo vescovo di Locri-Gerace
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Redazione Interno
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Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Locri-Gerace presentata da monsignor Francesco Oliva, affidando la guida della comunità calabrese a monsignor Cesare Di Pietro, finora vescovo ausiliare dell’arcidiocesi metropolitana di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. La decisione, resa nota attraverso il bollettino della Sala stampa vaticana nella giornata di oggi, sancisce il trasferimento di Di Pietro dalla sede titolare di Nicopoli all’Jantra, un movimento che riorganizza la gerarchia ecclesiastica in una delle aree storicamente più complesse del Mezzogiorno. L’annuncio è stato diffuso in contemporanea nelle cattedrali delle due città interessate, quasi a sottolineare il filo rosso che lega la Sicilia orientale alla Locride; a Messina ne ha dato lettura l’arcivescovo Giovanni Accolla, mentre a Locri è stato lo stesso Oliva a comunicare il cambio della guardia, lui che aveva retto la diocesi per dodici anni, avendo raggiunto lo scorso gennaio il settantacinquesimo anno d’età, limite canonico per la presentazione delle dimissioni.
Un profilo giuridico e accademico per la diocesi calabrese
Nato a Messina il 12 marzo 1964, il nuovo vescovo porta con sé un bagaglio culturale eterogeneo che lo distingue nel panorama episcopale italiano. La sua formazione, infatti, è iniziata con una laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’ateneo peloritano prima di abbracciare la vocazione sacerdotale, ordinato prete il 25 ottobre 1997. A completare questo profilo, che unisce la precisione del diritto alla profondità della ricerca storica, ha contribuito un dottorato in Storia della Chiesa ottenuto alla Pontificia Università Gregoriana di Roma; un titolo, quest’ultimo, che ha poi messo al servizio della didattica, insegnando la stessa disciplina per formare le nuove generazioni di religiosi. La sua ascesa nei ruoli di curia è stata graduale ma costante: da segretario particolare dell’arcivescovo a ufficiale presso la Congregazione per i Vescovi a Roma, passando per la delicata fase di rettore del seminario arcivescovile “San Pio X” di Messina, incarico ricoperto dal 2010 fino alla nomina episcopale.
Il passaggio dalle aree metropolitane alla costa jonica
La nomina a vescovo ausiliare era arrivata da Papa Francesco nel maggio del 2018, con l’ordinazione episcopale celebrata il successivo 2 luglio. In questi otto anni, Di Pietro ha ricoperto anche il ruolo di vicario generale dell’arcidiocesi, diventando di fatto il braccio destro del proprio arcivescovo e acquisendo una visione completa della gestione pastorale in un contesto urbano complesso come quello dello Stretto. La sua esperienza, maturata tra le aule universitarie e le segreterie vaticane, viene ora messa a disposizione della diocesi di Locri-Gerace; un territorio, quello calabrese, che spesso si trova a fare i conti con emergenze sociali profonde e dove la figura del vescovo è chiamata a esercitare un ruolo di riferimento non solo spirituale ma anche civile. Oltre agli incarichi gestionali, Di Pietro vanta una specifica delega per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso all’interno della Conferenza Episcopale Regionale, nonché il ruolo di segretario per la Commissione episcopale per la Liturgia in seno alla CEI.
Passaggio di consegne nel segno della continuità
Monsignor Francesco Oliva, che lascia la guida della diocesi, era stato a capo della comunità calabrese dal 5 maggio 2014, portando avanti un ministero durato poco più di un decennio. Il passaggio di consegne, sebbene sancito dal raggiungimento del limite d’età da parte del presule uscente, rappresenta per la diocesi di Locri-Gerace l’arrivo di un pastore abituato a lavorare all’ombra delle grandi arcidiocesi metropolitane. Con Di Pietro, infatti, si trasferisce in Calabria un vescovo che ha assorbito la complessità del governo ecclesiastico tra le due sponde dello Stretto e che ora si trova a guidare una realtà forse più piccola ma certamente non meno esigente dal punto di vista pastorale.




