Leone XIV nomina monsignor Morandi vescovo di Faenza-Modigliana, il papa accetta la rinuncia di Toso
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Redazione Interno
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La diocesi di Faenza-Modigliana, un territorio che si estende tra la pianura e le prime colline romagnole, ha un nuovo pastore. Il Santo Padre, accogliendo la rinuncia al governo pastorale presentata da monsignor Mario Toso per raggiunti limiti d’età – una procedura canonica ormai ordinaria quando si avvicina il traguardo dei settantacinque anni – ha infatti affidato la guida della comunità a monsignor Michele Morandi, figura già ampiamente inserita nel tessuto ecclesiastico locale. La notizia, diffusa nella giornata di ieri dal bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, è stata contestualmente annunciata nella cattedrale di Faenza dallo stesso vescovo uscente, il quale ha così ufficializzato il passaggio di consegne ai fedeli riuniti.
Classe 1976, nato il 30 marzo ad Alfonsine, in provincia di Ravenna, il neo vescovo rappresenta una scelta di continuità, essendo lui stesso figlio di questa stessa porzione di Chiesa nella quale è cresciuto umanamente e spiritualmente. Dopo gli studi iniziali presso il Seminario Regionale Minore di Bologna, monsignor Morandi ha approfondito la sua formazione teologica al Pontificio Seminario Maggiore Regionale “Benedetto XV”, sempre nel capoluogo emiliano, conseguendo prima il Baccellierato e successivamente la Licenza in Teologia dell’Evangelizzazione. La sua ordinazione presbiterale, avvenuta il 18 ottobre 2003, ha segnato l’inizio di un percorso professionale che lo ha visto ricoprire incarichi di crescente responsabilità: da vicerettore del Seminario diocesano a responsabile della pastorale giovanile, fino a diventare, nel 2016, vicario generale della diocesi, ruolo che lo ha reso il principale collaboratore del vescovo Toso.
h2 Il contesto del passaggio di consegne e la figura del vescovo uscente
La rinuncia di monsignor Mario Toso, salesiano don Bosco, giunge al naturale compimento del suo servizio pastorale iniziato nel gennaio 2015. Toso, che compirà settantasei anni il prossimo luglio, ha guidato la Chiesa faentina attraverso anni complessi – basti pensare alla gestione delle emergenze legate al terremoto e alle recenti alluvioni che hanno messo a dura prova il patrimonio edilizio e la coesione sociale del territorio – e lascia ora il timone a un uomo che ha potuto osservare da vicino le dinamiche curiali. L’accettazione delle dimissioni per limiti d’età, come stabilito dal Codice di Diritto Canonico, rappresenta un gesto dovuto che permette un ricambio generazionale ai vertici della gerarchia ecclesiastica.
h2 L’esperienza sul campo del nuovo vescovo tra terremoto e alluvioni
Ciò che caratterizza maggiormente il profilo di monsignor Morandi, oltre alla sua solida preparazione accademica, è il suo diretto coinvolgimento nella ricostruzione morale e materiale delle parrocchie colpite dagli eventi sismici e atmosferici. Dal 2017, infatti, il nuovo vescovo ha ricoperto l’incarico di amministratore parrocchiale in diverse realtà disagiate, impegnandosi a tamponare le ferite lasciate dal terremoto e dalle successive piene che hanno flagellato la Romagna. Questa esperienza, maturata sul campo tra macerie e cantieri, gli conferisce un’autorevolezza tecnica non indifferente, oltre a quella spirituale, in un momento in cui la diocesi deve ancora fare i conti con le lungaggini burocratiche e la ricerca di fondi per la riqualificazione degli edifici di culto.
h2 L’ordinazione episcopale e l’attuale assetto della curia




