Concordato preventivo, il Fisco tenta la via delle lettere personalizzate

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Agenzia delle Entrate, con una strategia mirata e orientata al dialogo, ha inviato oltre due milioni di lettere ai contribuenti titolari di partita IVA, soggetti agli Indicatori sintetici di affidabilità (Isa), che non hanno aderito al concordato preventivo biennale entro la scadenza del 31 ottobre. Questa misura, che scadrà il 12 dicembre, si rivolge a circa 2,2 milioni di partite IVA, tra cui un milione di contribuenti etichettati come "finti poveri", secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore.

Il concordato preventivo biennale, introdotto per facilitare la regolarizzazione delle posizioni fiscali dei contribuenti, non ha riscosso il successo sperato dal Governo, nonostante le proroghe e le campagne informative precedenti. L'invio delle lettere rappresenta l'ultimo tentativo dell'Agenzia delle Entrate di ampliare la platea dei partecipanti, puntando su un approccio più personale e meno coercitivo.

Le comunicazioni, che seguono gli alert diffusi per il ravvedimento speciale sugli anni d’imposta 2018-2022, mirano a convincere i contribuenti a entrare nel sistema del concordato preventivo biennale, offrendo una soluzione vantaggiosa per regolarizzare la propria posizione fiscale. L'Agenzia delle Entrate spera che, attraverso questa "strategia dolce", i contribuenti possano essere incentivati a partecipare, evitando così sanzioni più severe in futuro.

La misura del concordato preventivo biennale, che prevede un accordo tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate per la definizione delle imposte dovute, è stata pensata per semplificare e rendere più trasparente il rapporto tra Fisco e contribuenti.

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