La notte degli Oscar incorona "Frankenstein" e "Sinners" da record, tra il fascino del red carpet e le nuove categorie

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà una notte destinata a rimanere negli annali, quella che si sta vivendo al Dolby Theatre di Los Angeles per la 98esima edizione degli Academy Awards, un'edizione che, oltre a segnare il ritorno di Conan O'Brien alla conduzione per il secondo anno consecutivo, ha già scritto pagine importanti di storia del cinema ancor prima della lettura dell'ultimo premio. Se il tappeto rosso, bagnato da un sole caldo e inaspettato per la stagione, ha visto sfilare coppie inedite come quella formata da Leonardo DiCaprio, per la prima volta al fianco di Vittoria Ceretti, e madri e figlie d'arte come Goldie Hawn con Kate Hudson, è all'interno del teatro che si concentra l'attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati di tutto il globo. La serata, trasmessa in diretta su ABC e in streaming su Hulu, si preannuncia particolarmente combattuta, con diverse categorie ancora in bilico e la sensazione palpabile che il verdetto finale possa riservare più di una sorpresa.

Il primato di "Sinners" e il duello con "Una battaglia dopo l'altra"

Il dato più eclatante di questa edizione è il record fatto segnare da "Sinners - I peccatori" di Ryan Coogler, che con le sue 16 candidature ha superato il primato che apparteneva a tre kolossal del calibro di "Eva contro Eva", "Titanic" e "La La Land", fermi a quota quattordici. Il film, un ibrido horror ambientato nel profondo Sud degli Stati Uniti durante la Grande Depressione, è riuscito a imporsi all'attenzione dell'Academy in modo trasversale, ottenendo nomination in tutte le categorie principali e in molte tecniche, dalla sceneggiatura originale alla fotografia di Autumn Durald Arkapaw, fino ai costumi di Ruth E. Carter. La pellicola di Coogler si trova a duellare testa a testa con l'epopea politica di Paul Thomas Anderson, "Una battaglia dopo l'altra", che segue con 13 nomination e che, forte dei premi vinti ai Golden Globe e ai premi dei sindacati, rappresenta la sfidante più credibile per il premio più ambito, quello per il miglior film. La scelta dell'Academy, chiamata a decidere tra un'opera che parla di estremismo e polarizzazione politica e una che, attraverso la lente del fantastico, racconta lo sfruttamento e la resilienza della cultura nera, è quanto mai complessa e potrebbe riflettersi a cascata su molte altre statuette.

Trionfi tecnici per "Frankenstein" e sorprese nelle categorie minori

Mentre il gotha di Hollywood trattiene il fiato per i premi principali, la cerimonia ha già iniziato a distribuire le prime statuette, confermando alcune tendenze e regalando i primi colpi di scena. In campo tecnico, "Frankenstein" di Guillermo del Toro si è imposto come la macchina da preda designata, aggiudicandosi i premi per i migliori costumi, merito del lavoro di Kate Hawley, e per il miglior trucco e acconciatura, andato a Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey. Il film ha così iniziato a costruire il suo percorso verso la prestigiosa statuetta, dimostrando che la cura artigianale e la visione estetica del regista messicano hanno trovato piena valorizzazione. Nel comparto dei cortometraggi, si è registrato un evento inusuale: l'Oscar per il miglior cortometraggio live action è stato assegnato ex aequo a "The Singers" e "Two People Exchanging Saliva", una decisione che testimonia la difficoltà di scelta della giuria e che arricchisce di un ulteriore elemento di curiosità il racconto di questa edizione. Per il miglior corto animato, invece, la vittoria è andata senza sorprese a "The girl who cried pearls", mentre nel lungometraggio animato a trionfare è stato il fenomeno globale "KPop Demon Hunters", film che ha saputo conquistare il pubblico di tutte le età e che si appresta a esibirsi dal vivo con il brano "Golden" durante la serata.

Il nuovo corso dell'Academy e le performance attese

Quest'anno gli Oscar segnano anche un'importante svolta nel riconoscimento delle maestranze, con l'introduzione del premio per il miglior casting, una categoria fortemente voluta per dare il giusto risalto a una figura chiave nel processo di realizzazione di un film. La prima statuetta della storia è stata assegnata a Cassandra Kulukundis per il suo lavoro nel riunire il cast stellare di "Una battaglia dopo l'altra", che comprende nomi del calibro di Leonardo DiCaprio e Sean Penn. La Kulukundis, visibilmente emozionata, ha ritirato il premio dopo una carriera trentennale, definendo l'esperienza surreale. Sul fronte delle esibizioni, la serata promette momenti di alto livello artistico: oltre alla già citata performance di "KPop Demon Hunters", è attesa anche quella di Raphael Saadiq con "I Lied to You" tratto da "Sinners". Il segmento "In Memoriam", che quest'anno renderà omaggio a personalità scomparse come Robert Redford e Rob Reiner, vedrà la partecipazione di Meg Ryan e Billy Crystal per onorare la memoria del regista di "Harry, ti presento Sally..." e di Barbra Streisand, che si esibirà in un tributo per il suo compagno di set in "Come eravamo".

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