De Angelis presenta a Venezia «Il fuoco che ti porti dentro»: «I volti sono paesaggi da esplorare»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il regista Edoardo De Angelis ha presentato in concorso alla 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia il film «Il fuoco che ti porti dentro», tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Franchini, edito da Marsilio. Nel corso dell'incontro con Elisabetta Soglio, nell'ambito del progetto «Che spettacolo!» organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con RCS e curato da Corriere della Sera, Io Donna e Cinematografo, il cineasta napoletano si è soffermato sul lavoro condotto con gli interpreti, spiegando che «i volti sono paesaggi da esplorare».
La pellicola, prodotta da Picomedia con Rai Cinema, è stata proiettata in Sala Grande e al PalaBiennale.
Un dramma familiare compresso in una vigilia di Natale
La sceneggiatura, firmata dallo stesso De Angelis insieme a Francesco Piccolo e Ilaria Macchia, ruota attorno ad Antonio, un editore di successo che ha lasciato Napoli molti anni prima per costruirsi a Milano una famiglia e una carriera, tenendosi a distanza da sua madre Angela. Quest'ultima, descritta come una donna esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile, lo raggiunge per le festività e sembra intenzionata a restare.
La cena della Vigilia si trasforma così in un campo di battaglia emotivo, comico e feroce, che riporta a galla un passato fatto di sopraffazioni e incomprensioni. Sullo sfondo di un appartamento milanese, il racconto procede tra un tenace cappone che non vuole saperne di finire in pentola, una figlia la cui presenza resta incerta e un illustre ospite inatteso, fino a una resa dei conti destinata a cambiare il senso del legame tra madre e figlio.
Vanessa Scalera e il «ruolo della vita»
A dare corpo e voce ad Angela è Vanessa Scalera, che ha definito senza troppi giri di parole quello ricevuto come «il ruolo della vita», pur precisando di non amare questa espressione perché sembra rimandare a una visione finale della carriera. L'attrice ha raccontato di aver immaginato tutto del personaggio, dal momento che non è madre e ha avuto una madre molto diversa da Angela, e ha paragonato l'occasione professionale alla sensazione di chi entra in campo e fa gol.
Accanto a lei, nel ruolo del figlio, c'è Lino Musella, che ha spiegato di aver accettato la parte dopo aver letto una sceneggiatura già commovente nella scrittura e divertente nella prima parte, con una svolta capace di rendere struggente il rapporto. Il cast comprende anche Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza, Tony Laudadio e Tommaso Ragno. La fotografia è di Vladan Radovic, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi di Massimo Cantini Parrini e il montaggio di Lorenzo Peluso, mentre la colonna sonora è affidata a La Niña, al secolo Carola Moccia.
Il romanzo di Franchini e il passaggio dallo schermo
Il film nasce dal romanzo-memoir con cui Antonio Franchini ha raccontato la vita e la morte di sua madre, una figura che lo scrittore ha descritto come un personaggio emerso quando ha compreso che quella donna, con cui aveva litigato per tutta la vita, era diventata altro da sé. La scrittura gli aveva permesso di prendere le distanze da una presenza così ingombrante, ma davanti alle immagini della pellicola quel distacco è crollato, soprattutto per via della somiglianza del corpo di Vanessa Scalera con quello della madre negli ultimi anni della sua vita.
De Angelis, dal canto suo, ha spiegato di aver scelto di comprimere un'esistenza intera in una sola serata milanese, affrontando un personaggio che lo attrae e lo respinge, e ha rivendicato il valore della scrittura e degli attori in un'epoca dominata dall'intelligenza artificiale.
Il red carpet e la serata al Lido
Sul red carpet della Mostra del Cinema, giovedì 10 settembre, è arrivato anche l'imprenditore trevigiano e presidente di Edizione Alessandro Benetton, insieme alla compagna, la modella e imprenditrice Gloria Tonon. La coppia ha preso parte alla première della pellicola e Benetton ha dichiarato di aver risposto con piacere all'invito del produttore, aggiungendo di aver visto «una storia italiana di grande qualità», in grado di fare la sua parte nella competizione globale del Festival.
Al centro del film, ha osservato, c'è il rapporto complesso con la famiglia, reso sullo schermo con ferocia e con ironia, un legame al quale si appartiene e dal quale a un certo punto si cerca di diventare indipendenti restandovi, nonostante tutto, legati.
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