Tim lancia Stop Spam, un filtro contro le chiamate indesiderate dall'estero

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il telefono vibra. Quella vibrazione, ormai, non annuncia più solo una voce amica o un appuntamento di lavoro, ma molto spesso introduce una fastidiosa interrogazione. Numero sconosciuto, spesso con prefisso esotico, e quel momento di sospensione, breve ma intenso, in cui ci si chiede se rischiare o meno l'ennesima telefonata molesta. Una condizione quotidiana per chiunque possegga un cellulare, un fenomeno che ha trasformato lo strumento di comunicazione per eccellenza in una potenziale fonte di disagio, al punto che l'associazione mentale tra call center e tentativo di frode è diventata automatica per un numero crescente di persone. La battaglia contro lo spam telefonico, che ha visto negli anni un progressivo assottigliarsi del confine tra telemarketing legittimo e pratiche scorrette, entra ora in una fase nuova, con l'operatore storico che cerca di alzare la guardia su un fronte specifico e particolarmente insidioso.

Il nuovo servizio nell'app MyTim

Tim ha infatti annunciato il lancio di una funzione denominata "Stop Spam", pensata – come si evince dalla presentazione – per contrastare in maniera più efficace le chiamate moleste che hanno origine al di fuori dei confini nazionali. Lo strumento, accessibile ai clienti dell'operatore, si integra nell'applicazione MyTim, la quale, attraverso un aggiornamento reso disponibile a partire dallo scorso febbraio, ha raggiunto la versione 7.2.6 sui principali store digitali per dispositivi Android. L’implementazione tecnica di questa barriera si basa su un meccanismo che permette all'utente, attivando l'opzione dedicata, di bloccare in ingresso le comunicazioni vocali provenienti dall'estero, offrendo così una risposta concreta a uno dei vettori più utilizzati per aggirare i precedenti sistemi di filtraggio.

Una risposta a un'annosa piaga

Le chiamate indesiderate, che siano pubblicitarie o fraudolente, hanno cessato da tempo di essere un semplice fastidio occasionale per configurarsi come una presenza costante e pervasiva, capace di logorare la pazienza e di minare la fiducia nel mezzo telefonico stesso. L'evoluzione delle tecniche di disturbo, che ha visto i call center spostare le proprie basi operative oltre confine per sfuggire a controlli più stringenti, ha reso necessari interventi più mirati. In questo panorama, le iniziative di operatori e istituzioni, seppur numerose, hanno spesso prodotto risultati disomogenei, vincolati com'erano – e sono – sia dall'efficacia della tecnologia impiegata sia dai paletti posti dalla normativa in materia di privacy e di libera concorrenza.

Il contesto delle contromisure

Non si tratta, ovviamente, del primo tentativo di porre un argine al fenomeno. Diversi servizi, offerti sia dagli operatori stessi sia attraverso applicazioni di terze parti, promettono da anni di identificare e bloccare le fonti di spam, con alterni successi. La mossa di Tim, tuttavia, sembra puntare a un bersaglio preciso, intercettando l'esigenza di chi è stremato dalle continue chiamate internazionali, spesso preregistrate o gestite da call center il cui unico scopo è il raggiro. Una funzione, questa, che si aggiunge a un arsenale in costante evoluzione e che riflette la necessità di adattare le difese a tattiche che mutano rapidamente, cercando di restituire agli utenti un minimo di tranquillità e il controllo sulla propria linea.

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