Borse europee in ripresa, Milano supera quota 46.000 punti trainata dal settore bancario

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato azionario europeo, il cui slancio sembrava essersi temporaneamente esaurito nella seduta precedente, ha prontamente ritrovato vigore all’apertura di oggi 3 febbraio, riagganciandosi senza esitazioni ai massimi registrati ieri. Un ottimismo, quello degli investitori, che si alimenta di diverse componenti: dalla rinnovata propensione al rischio, la quale spinge denaro fresco verso gli asset finanziari, fino al positivo andamento delle borse asiatiche, a loro volta rinfrancate dalla notizia di un’intesa commerciale tra Stati Uniti e India. L’accordo, voluto dall’amministrazione del presidente Donald Trump, prevede una sensibile riduzione dei dazi doganali applicati ai prodotti indiani, portandoli a una soglia del 18%, una mossa che viene interpretata dai trader come un fattore di stabilizzazione e di possibile crescita per gli scambi globali.

Il contesto macro e il fattore Fed

In assenza di dati macroeconomici di primo piano in calendario per la giornata, l’attenzione degli operatori continua a essere catalizzata, e non potrebbe essere altrimenti, dalle dinamiche che riguardano la politica monetaria della Federal Reserve. La recente nomina di Kevin Warsh a nuovo presidente dell’istituto centrale, che subentrerà a Jerome Powell al termine del suo mandato nella prossima primavera, viene ancora digerita dai listini, i quali ne colgono le implicazioni di medio periodo. A questo si aggiunge il frenetico ritmo della stagione degli utili trimestrali, ormai entrata nel vivo sia in Europa che negli Stati Uniti, dalla quale emergono periodicamente indicazioni preziose sulla salute reale delle aziende e, per estensione, dell’economia.

La performance dei listini e i titoli di punta

Nel quadro generale di un rialzo diffuso, che vede Francoforte avanzare dell’1,2% e Parigi dello 0,5%, è Piazza Affari a distinguersi per vivacità. L’indice FTSE MIB, dopo aver toccato in apertura i massimi livelli da dicembre del 2000, ha proseguito la sua corsa superando la soglia psicologica dei 46.000 punti e sfiorando, in un momento della mattinata, un incremento del 2%, per assestarsi successivamente su un guadagno comunque robusto. A trainare la piazza milanese, che qualcuno definisce ormai “il motore d’Europa” in questa fase, è stato in particolare il comparto bancario, nel quale si sono registrate performances di rilievo. Tra queste spiccano Unicredit, che ha segnato un +2,1%, Monte dei Paschi di Siena, in rialzo dell’1,83%, e Bper, la cui quotazione è salita dell’1,6%.

Le ombre sul mercato e il caso Recordati

Non mancano, tuttavia, elementi di incertezza che potrebbero influenzare i trend futuri, sebbene il mercato appaia per ora intenzionato a non darvi troppo peso. Resta da valutare, ad esempio, l’impatto del maxi-riassetto dell’impero imprenditoriale di Elon Musk, il quale ha recentemente fuso le controllate SpaceX e xAI in un unico colosso tecnologico non quotato, dalla valutazione stratosferica. Sul versante opposto, a confermare il buon tono di Milano contribuisce in modo significativo l’ottimo andamento di Recordati, il Titolo farmaceutico che continua a svettare tra i blue-chip, attirando consensi per la sua solidità e le prospettive di business.

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