La Russia moltiplica gli allarmi, tra piani ucraini e attacchi alla Nato
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Redazione Esteri
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In un crescendo di annunci, che si susseguono ormai con cadenza quasi regolare, Mosca continua a lanciare allarmi su presunti piani offensivi orchestrati da Kiev con l’appoggio di partner occidentali. L’ultima, in ordine di tempo, è la grave accusa di aver tentato di dirottare un caccia Mig-31, equipaggiato con un missile ipersonico Kinzhal, per destinarlo a un attacco contro la Nato, un’operazione che, stando a quanto dichiarato dai servizi federali russi, sarebbe stata scoperta e sventata. Questa notizia, diffusa perentoriamente dall’agenzia Tass nelle prime ore del mattino, si inserisce in un solco già tracciato da altre comunicazioni simili, rilasciate nel giro di poche settimane, le quali, nel loro insieme, disegnano un quadro di tensioni costantemente alimentate da nuove rivelazioni.
Una strategia comunicativa fatta di accuse a raffica
La sequenza di questi alert, che spaziano dalla denuncia di un attacco in Polonia all’assalto contro una nave britannica, fino a un’azione volta a provocare un disastro nucleare a Zaporizhzhia, appare come un elemento distintivo della narrazione del Cremlino. Ciascuna di queste accuse, presentate come la scoperta di un complotto, viene puntualmente respinta da Kiev e dai suoi alleati, i quali le bollano come operazioni di disinformazione o, usando la terminologia russa, come tentativi di “false flag”. La guerra, che prosegue senza mostrare reali aperture diplomatiche nonostante le posizioni di Donald Trump, si combatte dunque anche su questo piano, fatto di comunicati e contro-comunicati, dove la verità dei fatti spesso si confonde con la propaganda.
Il caso specifico del dirottamento del caccia
Nello specifico dell’episodio del Mig-31, le autorità russe affermano che il servizio di sicurezza federale abbia scoperto l’operazione, attribuendone la paternità alla Direzione generale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino e ai suoi “supervisori britannici”. L’obiettivo del dirottamento, secondo questa versione, sarebbe stato quello di utilizzare il velivolo, armato con il potente sistema d’arma, per colpire un obiettivo dell’Alleanza Atlantica, con l’intento dichiarato di “scatenare la guerra tra Mosca e Nato”. Una dinamica, questa, che ricorda da vicino altre precedenti accuse, come quelle relative agli attentati ai gasdotti Nord Stream, dove Mosca ha imputato a Kiev la responsabilità di azioni sotto falsa bandiera.
Il contesto di una guerra delle notizie
Al di là della veridicità delle singole affermazioni, che rimane oggetto di una disputa insanabile tra le parti in conflitto, è evidente come questa strategia contribuisca a mantenere alto il livello di allerta internazionale, offrendo al governo russo una giustificazione per le proprie azioni militari. La rapidità con cui si alternano le notizie di nuovi complotti sventati crea un flusso informativo difficile da seguire, nel quale è complesso, per gli osservatori esterni, distinguere le emergenze reali dalle manovre di natura psicologica. Il conflitto in Ucraina, pertanto, non si esaurisce nei combattimenti sul campo, ma si estende al dominio della guerra delle news, dove ogni annuncio diventa un’arma.




