Auto, scattano le nuove regole Ue sul fine vita: ecco cosa cambia per i proprietari e i venditori
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Redazione Economia
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Da oggi, giovedì 13 agosto, entra ufficialmente in vigore nell'Unione europea il nuovo Regolamento (UE) 2026/1738, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale europea lo scorso 24 luglio. Il provvedimento, che riguarda i requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e la gestione di quelli giunti a fine vita, abroga e sostituisce le vecchie direttive risalenti al 2000 e al 2005, ormai considerate inadatte a fronteggiare le sfide tecnologiche e ambientali del presente.
Con l'obiettivo dichiarato di rafforzare l'economia circolare nel settore automobilistico, ridurre i rifiuti e sostenere l'autonomia strategica dell'Europa, la nuova normativa introduce un cambio di paradigma destinato a coinvolgere l'intera filiera, dai produttori ai proprietari di auto, passando per gli operatori del riciclo.
I numeri del fenomeno e l’entrata in vigore
Ogni anno, in Europa, tra i 10 e i 12 milioni di veicoli raggiungono il termine del loro ciclo vitale, venendo gestiti come rifiuti: una mole imponente che genera milioni di tonnellate di materiali da smaltire, ma che rappresenta anche un'enorme riserva di materie prime seconde. Il nuovo regolamento, che si applica direttamente in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale, è entrato in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione e sostituisce integralmente la direttiva 2000/53/CE e la 2005/64/CE, le quali avevano retto la materia per oltre un quarto di secolo.
La scelta di adottare un regolamento, piuttosto che una direttiva, è politica oltre che formale, poiché riduce drasticamente lo spazio di adattamento delle legislazioni nazionali e garantisce un'applicazione omogenea delle nuove disposizioni in tutto il territorio dell'Unione.
Progettazione circolare e plastica riciclata
Uno dei pilastri del nuovo quadro normativo riguarda la progettazione dei veicoli, che dovrà essere ripensata per facilitare lo smontaggio, il riutilizzo e il riciclo delle componenti. I costruttori saranno chiamati a elaborare una strategia di circolarità a livello aziendale a partire dal 1° settembre 2029 e a dichiarare la rispettiva quota di contenuto riciclato nei nuovi modelli.
In questa direzione, la norma fissa obiettivi ambiziosi e vincolanti per l'impiego di plastica riciclata: entro il 2032, ogni nuova auto immessa sul mercato dovrà contenere almeno il 15% di materiale plastico proveniente da riciclo, percentuale che salirà al 25% a partire dal 2036. Un ulteriore elemento di novità è che almeno un quinto di questa plastica riciclata dovrà derivare da un circuito chiuso, ovvero essere recuperata da veicoli fuori uso o da parti usate, con l'obiettivo di trattenere materiali pregiati all'interno dell'economia europea.
Responsabilità estesa e nuove procedure per la rottamazione
Il nuovo Regolamento (UE) 2026/1738 rafforza notevolmente il principio della responsabilità estesa del produttore (EPR), rendendo le case automobilistiche direttamente responsabili della gestione dei veicoli che hanno immesso sul mercato una volta che questi diventano rifiuti. Questa trasformazione richiede la costruzione di una governance integrata della filiera per coordinare industria, operatori e infrastrutture.
Per rispondere a questi nuovi obblighi, in Italia è già nato ELV Italia, il primo consorzio nazionale dedicato alla gestione dei veicoli fuori uso, promosso dai Consorzi Cobat per supportare produttori e importatori nell'adempimento dei futuri obblighi normativi, fornendo una piattaforma digitale per la tracciabilità dei flussi.
Parallelamente, il provvedimento introduce prescrizioni più dettagliate sulla distinzione tra veicolo usato, che può essere esportato, e veicolo fuori uso, destinato invece al circuito europeo di trattamento, al fine di contrastare le esportazioni illegali e garantire che i materiali preziosi vengano recuperati all'interno dell'Unione.
L’adeguamento del quadro normativo italiano
L'Italia si era già mossa nei mesi scorsi per adeguare la propria legislazione in vista del nuovo corso europeo. La Legge 26 gennaio 2026, n. 14, entrata in vigore lo scorso 20 febbraio, ha modificato il Codice dell'Ambiente e il decreto legislativo 209/2003, rimuovendo un importante ostacolo burocratico alla rottamazione. Grazie a questa riforma, il fermo amministrativo non costituisce più un impedimento alla cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) per i veicoli che hanno perso la loro utilità.
L'ente locale, dopo aver attestato l'inutilizzabilità del mezzo e aver dato un preavviso di sessanta giorni al proprietario, può procedere alla rimozione, demolizione e radiazione, sciogliendo così un nodo che per anni aveva favorito l'abbandono di mezzi inutilizzabili su strada e il loro accumulo nei registri come veicoli fantasma.
I nuovi obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2026/1738 entreranno pienamente a regime nei prossimi anni. La maggior parte delle disposizioni, infatti, diverrà applicabile a partire da ventiquattro mesi dopo l'entrata in vigore, mentre i target per il contenuto di plastica riciclata si estendono fino al 2036, concedendo ai costruttori un arco temporale adeguato per adattare i processi produttivi.
L'impatto sarà profondo e toccherà ogni aspetto della vita di un'automobile, dal tavolo da disegno fino alla sua ultima tappa nell'impianto di frantumazione, con l'obiettivo di trasformare un settore tradizionalmente lineare in un modello virtuoso di economia circolare.
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