Scattano i controlli del fisco: ecco chi è a rischio

Scattano i controlli del fisco: ecco chi è a rischio
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un'offensiva digitale, silenziosa ma pervasiva, sta ridisegnando i confini dell'accertamento fiscale in Italia. Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno infatti avviato, secondo quanto previsto dal Piano integrato di attività, un'imponente operazione di incrocio dati che andrà a scrutinare, attraverso algoritmi sofisticati, la posizione di circa quattrocentomila contribuenti finiti nel mirino come "sospetti". Il metodo, che segna una discontinuità netta con il passato, si fonda su un lavoro continuo di analisi che incrocia flussi informativi eterogenei – dalle dichiarazioni ai movimenti bancari, fino alle tracce digitali delle spese – per individuare con precisione chirurgica gli scostamenti anomali e le incongruenze nei comportamenti dichiarati.

Il nuovo volto dell'accertamento: algoritmi e dati al posto dei controlli a campione

Archiviata definitivamente la fase dei controlli impostati in maniera più tradizionale e spesso estensiva, il fisco italiano imbocca una strada diversa, fondata su scelte mirate e su un approccio predittivo. Il numero complessivo delle verifiche previste per l'anno in corso ammonta a trecentonovantacinquemila, di cui trecentoventimila ricadono sotto la responsabilità dell'Agenzia delle Entrate mentre settantacinquemila sono i controlli mirati affidati alla Guardia di Finanza. La vera rivoluzione, tuttavia, non risiede nella quantità – pur significativa – degli interventi, bensì nella loro qualità e nel processo di selezione, che punta a essere interamente guidato da modelli matematici in grado di lavorare su grandi moli di informazioni, selezionando i casi dove il potenziale di recupero per l'erario appare più consistente.

La prevenzione attraverso le lettere di compliance

Accanto all'attività di verifica vera e propria, prosegue con intensità anche il filone della cosiddetta "compliance collaborativa". Nel solco degli obiettivi fissati dagli accordi con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'Agenzia delle Entrate ha infatti in programma di inviare, nel corso dell'anno, ben 2.4 milioni di lettere di compliance. Queste comunicazioni, che rappresentano un formidabile strumento di prevenzione, hanno lo scopo di segnalare al contribuente possibili irregolarità o incongruenze emerse dagli incroci informatici, invitandolo a sanare spontaneamente la propria posizione prima dell'avvio di un procedimento accertativo vero e proprio. Una strategia che, nel suo complesso, mira a un obiettivo di recupero fissato in 14.5 miliardi di euro.

L'impatto sul rapporto tra Stato e cittadini

Il cambiamento di paradigma è ormai compiuto e trasforma radicalmente la dinamica tra l'amministrazione finanziaria e i contribuenti. La digitalizzazione massiccia dei processi, unita alla potenza di calcolo degli algoritmi, crea un sistema di controllo permanente e capillare, dove ogni dato fornito o ogni transazione effettuata può diventare un elemento di valutazione. Questo nuovo scenario, mentre da un lato promette efficienza e maggiore equità nel contrasto all'evasione, dall'altro impone una consapevolezza senza precedenti sulla traccia digitale che ognuno lascia e sulla necessità di una correttezza formale e sostanziale in ogni adempimento.

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