Meta VR Glasses, il computer sta nel puck: 100 grammi sul viso e 1.299,99 dollari
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Spostare l’intero sistema di calcolo dal viso a un modulo esterno è la scelta chiave delle Meta VR Glasses. Il dispositivo pesa circa 100 grammi e arriva sul mercato nella primavera 2027 al prezzo di 1.299,99 dollari. Per contenere il peso frontale, il chip principale, la batteria e la memoria stanno in un modulo separato, il puck. Il collegamento con gli occhiali avviene tramite un cavo ottico ad alta velocità.
La mossa risponde a un vincolo fisico difficile da aggirare: concentrare potenza di calcolo e autonomia in una montatura da indossare tutto il giorno significa compromettere comfort e stabilità. Separando i componenti più pesanti, Meta prova a tenere la parte frontale entro limiti accettabili, lasciando al puck il compito di alimentare e processare i dati.
Il contesto della line-up presentata al Meta Connect
Le VR Glasses si inseriscono in una gamma più ampia annunciata durante il Meta Connect 2026, l’evento annuale per sviluppatori tenuto nella sede di Menlo Park. Accanto a questo dispositivo, l’azienda ha svelato i Ray-Ban Meta Audio, i primi occhiali senza fotocamera, e i Ray-Ban Meta Gen 3, la nuova generazione degli smart glasses più venduti al mondo. La line-up complessiva supererà le cento varianti entro la fine dell’anno, distribuite tra i marchi Ray-Ban, Oakley e Meta Glasses.
Il quadro che emerge è quello di una strategia hardware sempre più articolata, in cui l’intelligenza artificiale diventa il collante tra dispositivi pensati per usi diversi.
L’audio-only come risposta alle critiche sulla privacy
I Ray-Ban Meta Audio nascono senza videocamera e puntano tutto su audio e assistente vocale. Pesano 43 grammi, dichiarano dodici ore di autonomia con altre quarantotto disponibili nella custodia di ricarica, e sono compatibili con un’ampia gamma di lenti da vista. La scelta di eliminare la fotocamera arriva mentre crescono le preoccupazioni globali per le violazioni della privacy legate alle microcamere sugli occhiali, definite da alcuni critici “occhiali da guardoni”.
Meta ha mantenuto la videocamera sui modelli Gen 3, che guadagnano un pulsante di azione personalizzabile, sei microfoni per ridurre il rumore ambientale di oltre il 90 per cento e una batteria da nove ore. Il vicepresidente dei prodotti AI, Vishal Shah, ha spiegato che l’indicatore luminoso di registrazione è stato reso più esplicito nel tempo e che la posizione dell’azienda non è cambiata.
Muse, l’agente che guarda attraverso le lenti
Il filo conduttore di tutta la line-up è Muse, l’agente AI personale lanciato da Meta poche settimane prima dell’evento. Nei prossimi mesi arriverà sugli occhiali con attivazione hands-free: basterà pronunciare il nome dell’agente per accedere a funzioni che vanno oltre la semplice risposta vocale. Muse può agire su ciò che l’utente sta guardando, senza bisogno di descrizioni: chiedere informazioni su un prodotto sullo scaffale, su un volantino appeso al muro o su una lista della spesa.
La strategia di Meta punta a rendere gli occhiali il formato attraverso cui l’agente vede e sente ciò che vede e sente l’utente, un canale privilegiato per quell’idea di “superintelligenza personale” che l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha indicato come direzione prioritaria del gruppo.
La scommessa industriale con EssilorLuxottica
Dietro i dispositivi c’è una partnership industriale consolidata. Meta ha acquisito una quota di minoranza in EssilorLuxottica, il produttore di Ray-Ban, con un investimento iniziale di circa 3,5 miliardi di dollari per poco meno del 3 per cento del capitale, con l’ipotesi di salire fino al 5 per cento nel tempo. Le due aziende collaborano dal 2021 e hanno costruito insieme la categoria degli AI glasses, passando dai primi Ray-Ban Meta con fotocamera ai modelli con display integrato nella lente.
L’obiettivo dichiarato è ampliare la produzione da circa dieci milioni di unità annue a oltre venti, con la possibilità di superare quota trenta se la domanda regge. Nel 2025 Meta deteneva quasi l’84 per cento del mercato degli occhiali connessi, con 8,7 milioni di paia vendute a livello mondiale secondo la società di ricerca Omdia. EssilorLuxottica ha intanto aperto la collezione Meta Glasses a nuovi mercati, tra cui Singapore, Corea del Sud e Messico, con arrivi previsti in Brasile ed Emirati Arabi Uniti.
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