Un appassionato di moto e dei sentieri: chi era Fabrizio Bresaola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La speranza, seppur tenue, di poterlo salvare è svanita nel giro di poche ore, nel tempo che separa il trasporto dalla località di Tempesta, tra Malcesine e Torbole, e l'arrivo al pronto soccorso dell'ospedale di Trento. Fabrizio Bresaola, che aveva 34 anni, è morto nella notte mentre i medici tentavano di curarlo, dopo un incidente in moto avvenuto lungo la Gardesana orientale. L'episodio, stando alle prime e sommarie ricostruzioni, sarebbe da attribuire a una perdita di controllo del mezzo, avvenuta nel tratto di strada che collega Nago Torbole a Malcesine. Per lui, originario di Malcesine e residente ad Arco, quella passione per le due ruote, da cui non si separava mai, si è trasformata in un tragico destino che ha scritto un epilogo amaro a pochi giorni dal Natale.

La vita tra i sentieri e la musica

Oltre alla moto, che rappresentava una componente fondamentale della sua esistenza, Fabrizio Bresaola coltivava altre grandi passioni, che ne disegnavano il carattere e le giornate. Lavorava come ranger nei sentieri dell'Alto Garda, un impiego che lo portava a prendersi cura del territorio che amava, unendo l'impegno professionale al contatto con la natura. Aveva inoltre una profonda attrazione per la musica metal, un genere che spesso accompagna e riflette un certo tipo di sensibilità, fatta di intensità e forza espressiva. Chi lo conosceva lo ricorda come un giovane appassionato, la cui scomparsa improvvisa lascia un vuoto difficile da colmare.

Il tragico parallelo con il passato

Quello che rende la vicenda ancor più straziante, quasi un macabro contrappasso del fato, è il ricordo di un altro incidente, accaduto esattamente dodici anni prima. In un pomeriggio d'agosto, sempre in sella alla sua moto e sempre nella zona dell'Alto Garda, precisamente ad Arco dove abitava, Fabrizio Bresaola aveva già rischiato la vita in un tremendo schianto. Allora le conseguenze furono gravissime, tanto da farlo finire in coma, ma riuscì a superarle dopo una lunga e difficile battaglia, dalla quale uscì vivo. Quell'esperienza, che avrebbe potuto segnare per sempre chiunque, non gli aveva fatto abbandonare la passione per la guida, una passione che, purtroppo, lo ha infine raggiunto.

L'incidente sulla Gardesana

La dinamica dell'ultimo scontro, quello che gli è stato fatale, è ancora al centro degli accertamenti da parte delle forze dell'ordine. L'incidente è avvenuto nella serata di martedì 23 dicembre lungo la statale, una strada nota per il suo tracciato suggestivo ma anche insidioso. La moto, per cause al momento non del tutto chiarite, avrebbe perso l'aderenza, portando a una caduta dalle conseguenze letali. Il luogo del sinistro, a poco più di dieci chilometri da quello del primo terribile evento, stabilisce un parallelismo agghiacciante, come se il cerchio di una storia pericolosa si fosse chiuso inesorabilmente. Un altro giovane, dunque, è stato strappato alla vita su quella che viene troppo spesso definita, a posteriori, un'ennesima tragedia della strada.

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