Vicenza, colpo ai narcos nigeriani: venti arresti per un traffico da 70 milioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All'alba di una giornata di novembre, i carabinieri di Vicenza hanno dispiegato le proprie unità su un fronte nazionale, dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare che ha condotto in carcere venti persone, tutte di nazionalità nigeriana e con un'età compresa tra i venticinque e i cinquantasette anni. L'operazione, battezzata "Marshall" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, ha visto l'impiego di circa trecento militari, i quali hanno agito non solo nel capoluogo berico e in altre province venete, ma hanno esteso il proprio raggio d'azione fino alle province di Frosinone e Viterbo, dimostrando l'ampiezza della rete criminale presa di mira.

L'organizzazione transnazionale smantellata

Il gruppo, che le indagini descrivono come un'organizzazione criminale transnazionale ben strutturata e radicata proprio a Vicenza, era dedito, secondo le accuse, al traffico di cocaina ed eroina su vasta scala. Gli inquirenti, che ne hanno monitorato le mosse per diversi mesi, hanno ricostruito un meccanismo illecito di notevole portata, sostenendo che gli arrestati, alcuni dei quali regolarmente residenti in Italia, fossero in grado di movimentare ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. L'attività investigativa, approfondita e minuziosa, ha permesso di disarticolare un flusso criminale che aveva fatto della pianura veneta il suo quartier generale logistico.

Il giro d'affari stimato dalle indagini

Quello che emerge dai fascicoli dell'inchiesta è un giro d'affari di proporzioni enormi, stimato in circa settanta milioni di euro in un arco di due anni, cifra che delinea la capacità operativa e il potere di penetrazione del sodalizio nel mercato illegale della droga. Le transazioni, che si sono evolute in un sistema complesso di rapporti, non si limitavano al solo territorio nazionale ma si intrecciavano con contatti internazionali, caratteristica che ha reso necessario un coordinamento investigativo di alto livello per seguirne le tracce e individuarne i protagonisti, molti dei quali sono ora chiamati a rispondere delle proprie azioni di fronte alla giustizia.

Le modalità operative e il contesto giudiziario

L'operazione si inserisce in un più ampio contesto di contrasto al crimine organizzato di matrice straniera, il quale, pur non avendo la strutturazione verticale dei clan autoctoni, si basa su legami comunitari e su una notevole fluidità operativa. Le misure cautelari, che sono state applicate in maniera simultanea per evitare fughe di notizie e garantire l'efficacia del blitz, rappresentano il punto di arrivo di un lungo lavoro di raccolta di elementi probatori, i quali hanno convinto il giudice per le indagini preliminari a emettere i provvedimenti restrittivi. La procura veneziana, che ha guidato le indagini, ha potuto contare su una mole di intercettazioni e di osservazioni che hanno progressivamente svelato i meccanismi interni dell'associazione.

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