Milano-Cortina 2026, il gran finale all’Arena di Verona tra spettacolo e polemiche
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Redazione Sport
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Si chiude ufficialmente stasera, domenica 22 febbraio, il capitolo dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, e il sipario calerà sul palcoscenico più suggestivo che si potesse immaginare, l’Arena di Verona, trasformata per l’occasione in quella che è stata ribattezzata Verona Olympic Arena. Diciassette giorni di competizioni, che hanno visto gli atleti sfidarsi su neve e ghiaccio in un territorio diffuso, il più vasto mai visto nella storia delle Olimpiadi invernali, trovano così il loro compimento in una cerimonia che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole essere un inno alla bellezza in movimento, il famoso concept “Beauty in Action” che farà da filo conduttore alla serata. Sarà una celebrazione corale, un intreccio di musica, danza e tradizione, che vedrà la suggestiva cornice dell’anfiteatro romano, patrimonio dell’Unesco, trasformarsi in una grande piazza italiana, con un palco che si ispira all’acqua, elemento simbolico capace di unire idealmente le vette alpine, dove questi Giochi si sono svolti, con il mare. Lo spettacolo, che prenderà il via alle 20.30 e si protrarrà per circa due ore e mezza, sarà visibile in mondovisione e in Italia su Rai 1 e sulle piattaforme di Discovery, con la regia televisiva affidata, dopo le polemiche seguite alla cerimonia di apertura a San Siro, ad Auro Bulbarelli, che condividerà la conduzione con il soprano Cecilia Gasdia.
Un palcoscenico di stelle tra danza e musica contemporanea
Il cast artistico che animerà la serata è di altissimo profilo e punta a rappresentare il meglio dell’eccellenza e della modernità italiana. Sulle note che riecheggeranno tra le antiche mura, è atteso Roberto Bolle, l’étoile internazionale che torna a danzare in una cerimonia olimpica a vent’anni di distanza da Torino 2006, con un’esibizione creata su misura per gli spazi dell’Arena. Accanto a lui, la musica in tutte le sue declinazioni: ci sarà Gabry Ponte, il dj e producer simbolo della dance elettronica globale, che trascinerà il pubblico con i suoi ritmi, mentre Achille Lauro, romano ma veronese di nascita e già tedoforo in questi Giochi, porterà la sua cifra stilistica eclettica. Non mancherà l’attrice Benedetta Porcaroli, scelta per rappresentare lo sguardo delle nuove generazioni e introdurre l’orchestra e il coro della Fondazione Arena, chiamati a eseguire gli inni. A impreziosire ulteriormente il cast, stando alle ultime indiscrezioni, ci sarebbe anche la presenza dei Major Lazer, la formazione musicale di fama mondiale, a testimonianza della volontà di mescolare alto e basso, classico e contemporaneo, in un flusso continuo che coinvolgerà i circa 250 artisti previsti sul palco, ai quali si aggiungono le quattromila persone, tra tecnici e personale, che hanno lavorato alla macchina organizzativa.
Il rispetto del protocollo e l’atteso passaggio di consegne alla Francia
Al di là dello spettacolo, la serata dovrà seguire il rigido cerimoniale olimpico. Dopo la sfilata degli atleti, che entreranno nell’Arena senza distinzione di nazionalità in un momento di festa e fratellanza, con i portabandiera azzurri, la biatleta Lisa Vittozzi e il pattinatore Davide Ghiotto, a guidare la delegazione italiana, si terranno i discorsi istituzionali. La parola passerà quindi al momento forse più simbolico e carico di significato, lo spegnimento del doppio braciere, situato a Milano e a Cortina, che si spegnerà in contemporanea attraverso un collegamento video. Subito dopo, il testimone passerà idealmente alla prossima edizione dei Giochi invernali, quella del 2030 che si terrà nelle Alpi Francesi: la bandiera olimpica verrà consegnata nelle mani dei rappresentanti francesi, con la speranza che diano continuità allo spirito della manifestazione. Tra le autorità presenti in Arena, è confermata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non sarà presente, nonostante le voci di una sua possibile visita in concomitanza con la finale di hockey maschile. Assente giustificato anche il presidente francese Emmanuel Macron e il suo primo ministro, quest’ultimo per motivi di salute, a testimoniare come la politica, talvolta, si intrecci in modo complesso con gli eventi sportivi.
Sicurezza e contestazioni, l’altra faccia della medaglia
Mentre l’Arena si prepara a ospitato il gotha dello sport e dello spettacolo, con biglietti che raggiungono prezzi da capogiro, toccando quota 8mila euro per i pacchetti Vip, e con circa 12mila spettatori che potranno assistere dal vivo all’evento, la città di Verona è blindata per l’occasione. Un imponente dispositivo di sicurezza, con mille agenti in campo e sistemi anti-drone, vigilerà sull’ordine pubblico, soprattutto in considerazione di un corteo di protesta annunciato da collettivi e movimenti contrari alla gestione dei Giochi, che si radunerà a Porta Palio per poi snodarsi per le vie limitrofe all’Arena, in una manifestazione che si preannuncia pacifica ma che comunque terrà alta l’attenzione delle forze dell’ordine. E mentre il mondo dello sport e dello spettacolo si appresta a dare l’addio a queste Olimpiadi, l’attenzione si sposta già al prossimo appuntamento, quello con le Paralimpiadi, che prenderanno il via proprio da questa stessa Arena il prossimo 6 marzo, segno che la macchina organizzativa, nonostante le inevitabili polemiche, è già proiettata verso il futuro immediato.




