Piazza della Loggia, condannato Toffaloni: confermata la trama stragista

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Cinquantuno anni dopo, la strage di Brescia ha un nome in più tra i responsabili. Marco Toffaloni, oggi 67enne e cittadino svizzero, è stato condannato a trent’anni come esecutore materiale dell’attentato che l’8 maggio 1974 uccise otto persone e ne ferì oltre cento durante un comizio sindacale. La sentenza, emessa dal tribunale dei minori – competente perché all’epoca dei fatti l’imputato aveva solo sedici anni –, arriva dopo un processo celebrato in assenza dell’accusato, che non ha mai messo piede in aula.

A inchiodarlo, una fotografia che lo colloca in piazza pochi istanti prima dell’esplosione, insieme ad altri militanti di Ordine Nuovo, il gruppo neofascista già coinvolto in altre stragi degli anni di piombo. Fu lui, secondo i giudici, a depositare nel cestino i candelotti di gelignite che trasformarono una manifestazione pacifica in una carneficina. Sebbene la condanna – di primo grado – sia puramente simbolica, visto che Toffaloni non potrà essere estradato dalla Svizzera, il verdetto assume un peso storico. Non solo perché ricostruisce un tassello mancante della strage, ma perché ribadisce l’esistenza di una strategia eversiva più ampia, quella che tra il 1969 e il 1974 insanguinò l’Italia con una serie di attentati.

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