Il caso Phica.eu e l’uomo al centro dell’inchiesta sulla rete sessista
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Redazione Interno
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Vittorio Vitiello, pompeiano di 45 anni residente a Firenze nel quartiere di Rifredi, è finito nel mirino delle indagini della polizia postale quale presunto amministratore del forum Phica.eu, piattaforma chiusa in autotutela dopo circa vent’anni di attività. Dietro i nickname PhicaMaster e BossMiao, stando alle ricostruzioni, si celerebbe proprio lui, la cui figura – come spesso accade in simili scandali – rischia di essere additata come unico capro espiatorio di un sistema più ampio, permettendo così a eventuali complici di rimanere nell’ombra.
Le accuse rivolte a Vitiello, che gestirebbe una società nel settore pubblicitario denominata Lupotto Srl con un fatturato stimato di 150 mila euro, vertono principalmente sulla gestione di una piattaforma che ospitava contenuti a sfondo sessuale e che, secondo le prime indiscrezioni, si appoggiava su server ubicati in Russia e Cina per eludere controlli più stringenti. Le inchieste, coordinate dalla Procura di Roma – la quale avrebbe già avviato un fascicolo –, si concentrano anche sulle modalità di monetizzazione del sito, inclusa l’ipotesi di richieste di denaro per la rimozione di foto e link compromettenti.
Non è la prima volta che il web italiano è scosso da casi analoghi, come dimostra il precedente delle “ragazze single di Lecco”, ma la vastità del fenomeno Phica.eu – con migliaia di segnalazioni pervenute e possibili collegamenti ad altri spazi digitali, tra cui il gruppo Facebook “Mia moglie” – suggerisce l’esistenza di una rete strutturata. La polizia postale, che sta lavorando per identificare non solo i gestori ma anche gli utenti attivi nella pubblicazione di materiale, avrebbe preparato un’informativa riservata i cui contenuti non sono ancora noti.




