Cobolli domina ad Amburgo e regola Rublev: è il suo secondo titolo Atp
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Redazione Sport
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Flavio Cobolli, romano d’adozione e numero 35 del ranking mondiale, ha scritto un altro capitolo della sua rapida ascesa nel circuito tennistico, imponendosi nella finale del Bitpanda Hamburg Open. Sul rosso dello Rothenbaum Tennis Stadium, il ventiduenne ha piegato in un’ora e ventinove minuti Andrey Rublev, ex Top Ten e attuale numero 17 Atp, con un netto 6-2 6-4. Un trionfo che, oltre a valergli il secondo trofeo in carriera – dopo quello di Bucarest lo scorso maggio – lo consacra come quarto italiano a sollevare il trofeo amburghese, seguendo le orme di Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Fabio Fognini.
Quella di Cobolli è stata una prova di maturità, lontana dalle incertezze che avevano caratterizzato i primi turni, dove aveva dovuto rimontare contro il qualificato Vitaliy Sachko e superare in semifinale Tomás Etcheverry dopo un combattuto terzo set. In finale, invece, ha dominato con un tennis preciso, sfruttando i frequenti errori di Rublev, in difficoltà sia nel servizio che nelle risposte. Il russo, reduce da una stagione altalenante, non è riuscito a trovare ritmo, mentre l’italiano ha gestito ogni fase con freddezza, chiudendo il match senza concedere break point nel secondo set.
Tra i primi a festeggiarlo, la Roma, club del quale Cobolli è noto tifoso. Sulle Instagram stories della squadra giallorossa è apparso un post con la foto del tennista accompagnata da cuori, omaggio a un legame che va oltre lo sport. Un dettaglio che conferma quanto il suo successo abbia travalicato i confini del tennis, diventando un fatto sociale.
Quello di Amburgo non è solo un titolo, ma un ulteriore passo verso l’élite. Con questo risultato, Cobolli si avvicina alla Top 30, confermandosi tra i giovani più promettenti del movimento italiano, insieme a Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. La sua crescita, del resto, è stata costante: dai primi tornei Challenger fino alle vittorie in circuito maggiore, passando per le battaglie nei qualificazioni degli Slam. Ora, con maggiore consapevolezza e un gioco sempre più solido, può puntare più in alto.




