Cobolli domina ad Amburgo e piega Rublev nella finale dell’Atp 500
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Redazione Sport
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Flavio Cobolli, ventitreenne fiorentino di adozione romana, ha scritto un altro capitolo della sua rapida ascesa nel circuito tennistico internazionale, imponendosi nella finale del Bitpanda Hamburg Open con un punteggio netto: 6-2, 6-4 in un’ora e ventinove minuti di gioco. Sul campo in terra rossa del Rothenbaum Tennis Stadium, il numero 35 del ranking Atp ha surclassato Andrey Rublev, ex Top Ten e attuale diciassettesima racchetta del mondo, dimostrando una maturità tattica e una freddezza sotto pressione che pochi gli avrebbero attribuito solo qualche mese fa.
Quello di Amburgo è il secondo titolo in carriera per Cobolli, dopo il successo a Bucarest lo scorso aprile, e rappresenta un salto di qualità. Non solo per il prestigio del torneo – un Atp 500 con un montepremi complessivo di oltre due milioni di euro – ma anche per il modo in cui ha gestito il percorso, caratterizzato da rimonte spettacolari come quella contro l’ucraino Vitaliy Sachko al debutto e l’argentino Tomás Etcheverry in semifinale.
La finale, però, è stata un’altra storia. Rublev, reduce da un’annata altalenante ma pur sempre uno dei giocatori più temibili sul rosso, non ha mai trovato il ritmo, incassando un break già nel primo game e subendo la costante aggressività dell’italiano, che ha chiuso con 4 ace e un 75% di primi servizi vincenti. «Ho giocato con la testa», ha commentato Cobolli in conferenza stampa, senza nascondere l’emozione per un traguardo che lo rende il quarto italiano a trionfare in questo torneo dopo Panatta, Gaudenzi e Sinner.
A pochi minuti dal match point, i social della Roma – squadra di cui Cobolli è tifoso dichiarato e amico di alcuni giocatori, come Edoardo Bove – hanno celebrato la vittoria con una Instagram story piena di cuori giallorossi. Un dettaglio che, seppur marginale, sottolinea il legame del tennista con la sua città, dove ha mosso i primi passi agonistici.




