Il Fisco potenzia la riscossione coattiva con le fatture elettroniche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’efficienza del sistema di riscossione tributaria italiana, un obiettivo da sempre perseguito con alterni risultati, potrebbe compiere un significativo balzo in avanti attraverso un accesso più puntuale e analitico ai dati delle fatture elettroniche e dei conti correnti dei contribuenti. Questo approccio, che mira a una conoscenza pressoché immediata della situazione economica del debitore, rappresenta una potente arma a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per rendere più celere e chirurgica l’azione di recupero dei crediti. La proposta, avanzata dalla commissione tecnica sulle riscossioni guidata da Marco Benedetti, è stata già consegnata al Ministero dell'Economia e delle Finanze, sebbene il suo iter appaia tutt’altro che scontato.

Nonostante le potenzialità di tale strumento, il Ministro Giancarlo Giorgetti ha immediatamente smorzato gli entusiasmi, definendola “una vecchia proposta che rimarrà una proposta”. Il titolare del MEF, in dichiarazioni riportate dalla stampa, ha infatti precisato di non averla ancora ricevuta ufficialmente e ha espresso forti perplessità sulla sua attuabilità, affermando con decisione: “non credo proprio ci siano le condizioni per fare una roba del genere”. Questa presa di distanza governativa indica un dibattito ancora aperto tra l’esigenza di efficienza dell’amministrazione finanziaria e le sensibilità politiche ed economiche connesse all’accesso diretto ai dati bancari.

L’intento della commissione è chiaramente quello di porre un freno a quelle che, nel gergo comune, vengono definite “mezze rottamazioni”, ovvero quelle pratiche dilatorie in cui il contribuente paga una prima rata per accedere a determinate agevolazioni per poi scomparire, vanificando così l’effetto del condono. La relazione Benedetti delinea quindi un Fisco necessariamente più rapido e meno incline a tollerare comportamenti elusive, che deve poter contare su informazioni aggiornate per agire in tempi brevi. L’obiettivo finale è trasformare i dati, di cui l’anagrafe tributaria è già in possesso, in uno strumento attivo e di prevenzione dell’evasione.

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