False lauree a Napoli, sequestrati oltre 500 titoli del falso ateneo
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Redazione Interno
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Le false lauree a Napoli sono al centro di un’indagine che ha portato al sequestro preventivo di oltre 500 titoli rilasciati da un falso ateneo scoperto dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, Sezione II Pubblica Amministrazione, nei confronti di 37 persone indagate a vario titolo. Secondo le ricostruzioni investigative, il sistema sarebbe stato costruito intorno al rilascio di titoli di laurea falsi attraverso una struttura che promuoveva online corsi triennali e magistrali.
Le offerte pubblicizzate sul web riguardavano percorsi di laurea in Sociologia e Scienze Turistiche, con una quota annuale di iscrizione fissata a 1.500 euro. Attraverso la promozione online e sui social, il falso ateneo avrebbe attirato persone interessate a ottenere un titolo da utilizzare per migliorare il proprio punteggio in graduatoria, partecipare a concorsi o favorire percorsi di avanzamento. Tra gli elementi che avrebbero contribuito a rendere credibile il sistema figuravano pergamene, firme attribuite a docenti e immagini delle sedute pubblicate sui social network.
Il sequestro della Guardia di Finanza e le accuse contestate
L’operazione della Guardia di Finanza di Napoli ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo nei confronti delle 37 persone coinvolte nell’inchiesta. I reati contestati comprendono associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli. Le contestazioni riguardano quindi le modalità di realizzazione e diffusione dei titoli considerati falsi e il funzionamento della struttura che, secondo gli investigatori, avrebbe operato senza essere un vero ateneo.
Dalle ricostruzioni emerse nell’indagine, il meccanismo avrebbe consentito il rilascio di centinaia di diplomi e certificazioni attraverso il pagamento di somme di denaro. La documentazione e gli elementi raccolti dagli investigatori sono ora al centro degli accertamenti sull’attività svolta dalla struttura e sui rapporti tra le persone indagate. Il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria riguarda i titoli individuati nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di false lauree.
I corsi promossi online e i titoli finiti nell’indagine
Il falso ateneo avrebbe pubblicizzato sul web corsi di laurea triennale e magistrale, indicando percorsi formativi in Sociologia e Scienze Turistiche. La possibilità di ottenere il titolo era collegata al pagamento di una quota annuale di 1.500 euro, una cifra indicata nel tariffario diffuso attraverso i canali online. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, tra le persone interessate ci sarebbero stati dipendenti pubblici e privati, oltre a candidati impegnati in concorsi e procedure selettive.
Nel materiale utilizzato per promuovere l’attività comparivano anche immagini di cerimonie e momenti legati alla consegna dei titoli, pubblicati sui social network. Le fotografie delle sedute di laurea, le pergamene e le firme attribuite ai docenti avrebbero contribuito a dare un’apparenza ufficiale ai percorsi proposti. Tra gli elementi emersi figura anche una laurea honoris causa attribuita al comico Pippo Franco, indicato come inconsapevole testimonial della struttura.
La vicenda delle lauree false e il numero dei titoli sequestrati
L’indagine ha acceso l’attenzione sul numero di certificazioni finite sotto esame: il sequestro riguarda oltre 500 titoli collegati al falso ateneo individuato a Napoli. Secondo le informazioni raccolte dagli investigatori, la struttura avrebbe operato nel tempo attraverso la vendita di percorsi universitari e il rilascio di documenti presentati come titoli accademici. Le verifiche della Guardia di Finanza puntano a ricostruire l’intera attività e il ruolo delle persone coinvolte.
Tra gli aspetti contestati dagli inquirenti c’è anche la presenza di elementi destinati a rafforzare la percezione di autenticità dei titoli, come firme, sigilli e cerimonie pubbliche. La Procura della Repubblica di Napoli e i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria stanno procedendo negli accertamenti relativi alla presunta organizzazione e alla produzione dei documenti sequestrati.




