Focolaio di pertosse nel Sassuolo, sei giocatori isolati alla vigilia della sfida con la Juventus
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Redazione Sport
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L’infermeria del Sassuolo Calcio, alla vigilia del match contro la Juventus in programma sabato sera all’Allianz Stadium, ha preso una piega inaspettata e di natura squisitamente infettivologica. Il club neroverde, attraverso una nota ufficiale diffusa nella giornata di oggi, ha reso noto che all’interno del gruppo squadra è stato riscontrato un vero e proprio focolaio di pertosse, una patologia respiratoria altamente contagiosa. Dopo gli accertamenti effettuati negli ultimi giorni – e che hanno tenuto il reparto medico in costante allerta – lo staff sanitario ha identificato un caso di pertosse con diagnosi certa, cui si aggiungono altri cinque calciatori che presentano una sintomatologia del tutto compatibile con il quadro clinico della malattia.
Isolamento immediato e profilassi per il resto del gruppo
La reazione della società, come si legge nella nota ufficiale, è stata improntata alla massima severità sanitaria: i sei soggetti interessati dal contagio o dai sospetti sintomi sono stati immediatamente isolati dal resto della rosa. Fonti vicine al club confermano che questi si trovano in isolamento ormai da tre giorni, sottoposti a un monitoraggio costante da parte dello staff medico che sta applicando scrupolosamente tutte le procedure previste dai protocolli sanitari vigenti, in accordo con le autorità sanitarie territoriali. Parallelamente, per tutti i componenti del gruppo rimasti asintomatici – e che quindi potenzialmente sono venuti a contatto con i soggetti infetti – è stata prontamente avviata una specifica profilassi antibiotica, nella speranza di arginare la catena di trasmissione prima che possa allargarsi ulteriormente.
Le conseguenze sull’organico e il caso Juve
La situazione, inevitabilmente, ha gettato nello sconcerto l’ambiente emiliano, con l’allenatore Fabio Grosso che nella conferenza stampa di presentazione del match non ha nascosto le difficoltà vissute durante la settimana. Il tecnico, parlando di “settimana particolare e difficile”, ha spiegato come il lavoro sia stato rimodellato giorno dopo giorno a causa delle assenze improvvise, ammettendo di ritrovarsi con un organico decimato ma comunque determinato a presentarsi in campo. Nonostante il clima di emergenza – e nonostante i sei giocatori indisponibili abbiano inevitabilmente ridotto le rotazioni a disposizione per la trasferta di Torino – la società ha già provveduto a informare la Lega Serie A della situazione, adottando tutte le misure del caso per tutelare la salute dei propri tesserati. Al momento, stando alle indicazioni che arrivano dal ritiro neroverde, non ci sarebbero i presupposti per un rinvio del match, che rimane regolarmente in calendario per le 20.45 di domani.
L’aspetto sanitario e la gestione del contagio
La pertosse, vale la pena ricordarlo, è una malattia infettiva che colpisce le vie respiratorie e che si trasmette con grande facilità attraverso le goccioline di saliva, motivo per cui la sua comparsa in un ambiente ristretto come uno spogliatoio rappresenta un’emergenza sia dal punto di vista clinico che organizzativo. I primi sintomi, spesso insidiosi perché sovrapponibili a quelli di un comune raffreddore, possono rendere difficile una diagnosi immediata, favorendo la circolazione del batterio prima ancora che vengano attivate le misure di contenimento. Il Sassuolo, in tal senso, ha dimostrato di aver seguito la procedura corretta: isolamento tempestivo, profilassi estesa a tutti i contatti e comunicazione trasparente con la Lega, che ora monitora l’evoluzione della situazione in attesa che lo staff medico completi il quadro clinico definitivo. La squadra, quindi, si appresta a scendere in campo con una formazione rimaneggiata, nella consapevolezza che la priorità assoluta resta la salute dei calciatori e la prevenzione di ulteriori contagi.




