Spari alla statua di Francesco Nuti a Cavriglia, la denuncia del sindaco: «Un gesto vigliacco»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notte di Pasqua, quella che dovrebbe essere una ricorrenza di rinascita e raccoglimento, ha portato con sé un gesto vandalico dai contorni ancora tutti da chiarire nel piccolo centro aretino di Cavriglia. Ignoti, approfittando del buio e della scarsa affluenza di persone nei pressi del Giardino Ardenza, hanno aperto il fuoco contro la statua dedicata a Francesco Nuti, il celebre attore e regista toscano scomparso nel 2023. L’opera – inaugurata il 31 luglio 2024 davanti al Municipio, quasi a voler simbolicamente restituire alla comunità un pezzo della sua storia culturale – è stata raggiunta al volto da diversi proiettili. I colpi, esplosi con ogni probabilità tramite una pistola ad aria compressa, hanno lasciato fori evidenti e uno sfregio che appare difficilmente rimediabile senza un intervento conservativo.

A dare notizia dell’accaduto sono stati il primo cittadino di Cavriglia, Leonardo Degl’Innocenti Sanni, e il suo vice Filippo Boni, quest’ultimo noto anche per ricoprire il ruolo di assessore regionale ai trasporti. Entrambi hanno parlato di un atto gratuito e privo di qualsiasi giustificazione, sottolineando come l’obiettivo del vandalo – o dei vandali – non fosse semplicemente danneggiare un manufatto in bronzo o resina, bensì colpire un simbolo. La statua, infatti, trae ispirazione da un episodio realmente accaduto a Cavriglia, una sorta di omaggio biografico che l’amministrazione aveva voluto per avvicinare l’arte contemporanea al pubblico e per tenere viva la memoria di un artista profondamente radicato nel territorio toscano.

Un volto deturpato che indigna la regione

La scultura, collocata in una posizione centrale e solitamente molto frequentata, è stata trovata con il volto deturpato. I fori dei proiettili, alcuni dei quali concentrati sugli occhi e sulla fronte, testimoniano una precisa volontà di offesa nei confronti dell’effigie di Nuti. Non si tratta, quindi, di un atto vandalico generico come un lancio di vernice o una scritta murale, bensì di un’azione che richiede un’arma – seppure non letale come quella ad aria compressa – e una certa deliberazione. I carabinieri della compagnia di Montevarchi hanno avviato un sopralluogo tecnico, acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza posizionate nei pressi del municipio e del giardino. Al momento, nessuna rivendicazione è stata diffusa, né sono emersi elementi certi sul movente.

La reazione dell’assessora Manetti: «Una ferita per la cultura toscana»

Dalla Regione Toscana è arrivata una presa di posizione netta, firmata dall’assessora alla cultura Cristina Manetti. In una nota diffusa nelle ore successive al ritrovamento, Manetti ha definito il gesto «inaccettabile», sottolineando come lo sfregio non si limiti a danneggiare un’opera pubblica finanziata con risorse della collettività. «Colpisce – ha scritto – la memoria di un artista straordinario e profondamente legato alla Toscana. Sfregiare la statua dedicata a Francesco Nuti significa ferire l’identità culturale di una comunità e mancare di rispetto a un patrimonio condiviso che va tutelato e valorizzato». Le parole dell’assessora riecheggiano un sentimento diffuso non solo a Cavriglia ma in tutta la provincia di Arezzo, dove Nuti era considerato una sorta di icona popolare capace di mescolare comicità e malinconia.

Dall’inaugurazione pubblica al danneggiamento notturno

L’opera, che era stata presentata con un evento pubblico alla fine dello scorso luglio, aveva suscitato all’epoca un certo entusiasmo tra i residenti. La scelta di collocarla di fronte al Municipio – e non in un’area periferica o museale – era stata letta come un atto di fiducia nella capacità dell’arte di dialogare con la vita quotidiana. Proprio questa esposizione, tuttavia, l’ha resa vulnerabile a gesti come quello avvenuto nella notte di Pasqua. I danni al volto, per la loro precisione, lasciano supporre che l’autore o gli autori abbiano agito a distanza ravvicinata, forse dopo aver osservato i movimenti del centro abitato. Le indagini, al momento, si concentrano sull’analisi dei bossoli – se recuperati – e sulla verifica di eventuali precedenti segnalazioni di spari in zona. Nessuna ipotesi viene esclusa, dal vandalismo fine a sé stesso fino a un possibile atto intimidatorio dal significato ancora oscuro.

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