Ramadan a Gaza: tra tensioni e speranze di pace
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Redazione Esteri
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Il primo giorno di Ramadan a Gaza è stato segnato da un mix di tensioni e speranze. Mentre i musulmani di tutto il mondo hanno iniziato il digiuno all'alba, come da precetto islamico, molti palestinesi si sono svegliati sotto i bombardamenti. La situazione è particolarmente critica nella Striscia di Gaza, dove la malnutrizione ha causato la morte di altri due bambini.
Negoziazioni in stallo
Le prospettive non sembrano rosee, con lo stallo nei negoziati tra Hamas e Israele. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha continuato a dare indicazioni sulla volontà di non fermare le operazioni militari. Questo ha aumentato la tensione nell'enclave, già stretta da mesi nella morsa della fame.
Speranze di pace
Nonostante il clima di tensione, ci sono segnali di speranza. Un alto funzionario di Hamas ha rivelato che il gruppo ha accettato una versione modificata della proposta americana per un cessate il fuoco a Gaza. I rappresentanti di Hamas dovrebbero recarsi al Cairo nei prossimi giorni per discutere gli ultimi dettagli e l'attuazione dell'accordo. La proposta internazionale prevede anche il rilascio dei detenuti, tra cui bambini, donne e anziani.
Ritorno a Hamad
Nel frattempo, i residenti sono tornati a Hamad, sobborgo di Khan Younis, nel sud di Gaza, che avevano lasciato dopo i pesanti raid israeliani dei giorni scorsi. Hanno trovato le loro case distrutte o pesantemente danneggiate. L'esercito israeliano si è ritirato dalla zona dopo le operazioni dei giorni scorsi contro Hamas. Questo ritorno rappresenta un piccolo passo verso la normalità in un contesto di grande incertezza.




