Paolo Bonolis a Taratata tra musica e look, Emma omaggia Valentino, Elisa si affida alle paillettes. E spunta l'ipotesi del conduttore con Damiano David per Sanremo 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il ritorno di Paolo Bonolis alla conduzione di un programma musicale in prima serata, avvenuto lunedì 9 febbraio su Canale 5 con la prima puntata di Taratata, ha riportato l'attenzione non solo sulle performance live e sull'atmosfera dello show, ma anche, come inevitabile che sia in certe occasioni, sulla cura dell'immagine dei protagonisti. Sul palco della ChorusLife Arena di Bergamo, dove il format internazionale ha trovato la sua nuova dimora italiana, si sono alternati artisti di generazioni e stili differenti, e per ciascuno di loro, la scelta del vestito o dell'accessorio ha contribuito a costruire il racconto di quella che, nelle intenzioni del conduttore, doveva essere una vera e propria festa della musica. Lo stesso Bonolis, del resto, padrone di casa elegante e misurato, ha strappato un sei e mezzo, giudizio che fotografa una presenza scenica sobria e funzionale al meccanismo dello show, lontana da certe sue storiche e sopra le righe sperimentazioni sartoriali.
Tra i look che hanno maggiormente colpito l'attenzione degli osservatori, e che hanno meritato le pagelle più lusinghiere, c'è senza dubbio quello di Emma Marrone. La cantante salentina, tornata sul piccolo schermo dopo un periodo di lontananza dalle scene televisive, ha sfoggiato un abbigliamento che le è valso un otto pieno, un voto motivato non solo dall'eleganza intrinseca del portamento, ma anche, e forse soprattutto, dal messaggio sotteso a quella scelta. Emma, infatti, ha voluto rendere omaggio a Valentino Garavani, il celebre stilista scomparso nelle settimane precedenti alla messa in onda della trasmissione, indossando un completo firmato proprio dalla maison. Nel dettaglio, si trattava di una camicia verde smeraldo dalle maniche a palloncino, impreziosita da decorazioni floreali tono su tono, abbinata a una gonna midi in velluto nero con uno spacco deciso, un abbinamento che ha mescolato con sapienza la raffinatezza formale a quel tocco rock che da sempre contraddistingue la sua cifra stilistica e che, per l'occasione, è stato ulteriormente sottolineato da calze di pizzo nero e da un paio di pumps borchiate -3.
Se Emma ha puntato su un omaggio esplicito e sentito alla moda italiana, altre scelte hanno premiato la brillantezza e la capacità di catalizzare l'attenzione dei riflettori. Elisa, ad esempio, ha ricevuto un sette e mezzo per il suo vestito impreziosito da paillettes, un capo che ne ha esaltato la presenza scenica e che ben si sposava con la dimensione del live, fatta di luci e di movimenti. L'approccio di Giorgia, invece, è stato più classico e lineare, ma non per questo meno efficace all'interno del mosaico visivo della serata. Quello che conta, al di là del singolo voto, è che l'intera operazione Taratata sembra aver funzionato come un meccanismo di ricucitura di un rapporto, quello tra il grande pubblico e la musica dal vivo raccontata in televisione, che negli ultimi anni aveva vissuto fasi alterne. I dati d'ascolto, del resto, parlano di una prima puntata vista da oltre due milioni e trecentomila spettatori, con un picco di share del 18,1 per cento che ha permesso al programma di Canale 5 di superare la concorrenza di Rai 1, un risultato reso possibile anche dalla maggiore durata della trasmissione -2.
Ma il ritorno di Bonolis sul palco, con la sua inconfondibile miscela di ironia e di profondità nel trattare i cantanti, ha subito riacceso un dibattito che in Italia è quasi un genere letterario a sé stante: quello sulla conduzione del Festival di Sanremo. Gabriele Parpiglia, giornalista noto per le sue esclusive, ha rivelato nelle ore immediatamente successive alla messa in onda della prima puntata che, nei mesi precedenti, si era seriamente pensato a Bonolis per l'edizione del 2026 del Festival. L'idea, suggestiva e ambiziosa, era quella di affiancargli Damiano David, frontman dei Maneskin e ormai figura di rilevanza internazionale nel panorama musicale -2. Un'accoppiata che avrebbe unito l'esperienza e la capacità di gestione del palco di Bonolis alla freschezza e alla trazione internazionale del giovane cantante. L'operazione, però, come spesso accade in questi casi, si è arenata su una richiesta precisa del conduttore, una richiesta che da tempo, va detto, egli considera fondamentale per un'evoluzione strutturale della manifestazione: il superamento dei limiti architettonici e logistici del Teatro Ariston, che Bonolis vede come uno spazio ormai inadatto a ospitare un evento dalle ambizioni globali, in favore di una location più moderna e capiente come il Palafiori -2. Una visione che non avrebbe trovato sponde né in Rai né nell'amministrazione locale, portando così al naufragio del progetto e alla successiva conferma di Carlo Conti alla guida del Festival.
La seconda serata e il cast dei prossimi big
Mentre il gossip e le dietrologie sanremesi continuano a tenere banco, la macchina di Taratata è già proiettata verso il secondo e ultimo appuntamento, in programma per lunedì 16 febbraio, sempre in prima serata su Canale 5. Bonolis, forte del buon esordio, si prepara ad accogliere un nuovo, nutrito parterre di stelle della canzone italiana. La scaletta della seconda puntata, infatti, prevede la presenza di nomi di primo piano come Annalisa, Fiorella Mannoia, i Negramaro, Alessandra Amoroso, Luca Carboni e Gigi D'Alessio. Un cast che, ancora una volta, mescola generazioni e generi differenti, dal pop cantautorale alla melodia più classica, passando per le sonorità rock della band salentina. L'obiettivo, identico a quello della prima serata, è quello di offrire al pubblico uno spettacolo fatto di musica suonata, di duetti pensati per l'occasione e di omaggi a grandi autori, il tutto condito dalla verve comunicativa di un padrone di casa che, a dispetto degli anni lontano dal racconto musicale, ha dimostrato di saperci ancora fare, e bene. Resta da vedere se, nel corso di questa seconda puntata, ci saranno nuovi colpi di scena o nuove rivelazioni sul futuro televisivo del conduttore o se, invece, tutto si esaurirà in una normale, e riuscita, celebrazione della musica dal vivo.




