Il volto sofferente della Russia di Putin
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Redazione Esteri
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Mentre il portavoce del Cremlino continua a dipingere, con immutata sicurezza, un orso dalle solide zanne, le crepe nel sistema iniziano ad allargarsi in modo preoccupante. Le affermazioni del Presidente Donald Trump, che ha bollato la Federazione come una “tigre di carta”, colgono nel segno più di quanto le rassicurazioni ufficiali vogliano far credere; e i dati, quelli ufficiali, confermano una contrazione che non può essere nascosta.
Il tracollo del settore finanziario
La Banca centrale, guidata da Elvira Nabiullina, ha reso noto come gli utili del settore finanziario abbiano subito un tracollo, dimezzandosi nel giro di un solo mese: un calo che, da solo, parla di un’economia sotto pressione.
Un quadro economico fosco
Questa emorragia di risorse si inserisce in un quadro più ampio e fosco, dove il Pil mostra un trend negativo e l’aumento dell’Iva si profila come una strada obbligata per tentare di tamponare le falle. Persino la benzina, bene primario, comincia a scarseggiare, riflettendo disfunzioni che paiono croniche. La guerra, il cui peso grava ormai da tre anni, sta dissanguando le casse dello stato, costringendo il governo a manovre che, se da un lato cercano di proteggere l’economia dagli shock esterni, dall’altro ne accelerano l’isolamento.
La prospettiva di un conflitto senza fine
La narrazione di un conflitto destinato a protrarsi indefinitamente trova conferma nelle analisi di chi, come il ministro della Difesa tedesco, ritiene che le dichiarazioni su possibili accordi di pace siano poco più di un “desiderio”, privato di qualsiasi reale intenzione negoziale. Gli sforzi diplomatici, fino ad ora, non hanno prodotto alcuna svolta significativa, lasciando intendere che Mosca non abbia alcuna fretta di deporre le armi. Questo, nonostante i costi umani e materiali diventino ogni giorno più insostenibili.
Le stime di un gigante ferito
Le stime di crescita per i prossimi anni, che si attestano ben al di sotto delle attese, disegnano la silhouette di un gigante ferito, la cui potenza un tempo temuta si sta erodendo sotto i colpi di una realtà economica sempre più grigia. Quello che emerge non è più l’invincibile potenza che il mondo conosceva, bensì una nazione stremata, dove le misure drastiche sono diventate la norma e le vie d’uscita appaiono sempre più lontane.




