Settimana mondiale del glaucoma, screening gratuiti in Toscana e a Savona: le date e le sedi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’appuntamento con la prevenzione, per una patologia oftalmica che spesso progredisce in modo silenzioso e asintomatico, torna anche quest’anno in diverse città italiane in occasione della Settimana mondiale del glaucoma, manifestazione promossa a livello globale dalla World Glaucoma Association e giunta, nell’edizione del 2026, a coinvolgere numerose realtà associative e sanitarie sul territorio nazionale. L’obiettivo delle iniziative, che si svolgeranno tra l’8 e il 14 marzo, è quello di offrire alla cittadinanza la possibilità di sottoporsi a controlli gratuiti della pressione oculare, un esame rapido ma fondamentale per intercettare precocemente i segnali di una malattia che rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo.

A Firenze, l’iniziativa è stata organizzata dalla sezione locale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (Uici) e si terrà martedì 24 marzo 2026. Gli screening, che consisteranno nella semplice misurazione del tono oculare, si svolgeranno presso gli ambulatori della Fratellanza Militare, situati in piazza di San Salvi 4. I cittadini potranno accedervi in due distinte fasce orarie: la mattina dalle 9.30 alle 13 e il pomeriggio dalle 14 fino alle 17.30. Un’occasione concreta, questa, per ricevere un consulto professionale e fugare eventuali dubbi sullo stato di salute dei propri occhi, come spiegano dall’Uici, ricordando come il glaucoma venga spesso definito un “ladro silente” della vista.

Parallelamente alle iniziative toscane, anche in Liguria si terranno giornate dedicate alla prevenzione. La sezione di Savona dell’Uici, con sede in via Ratti 1/2, ha programmato per giovedì 12 marzo, dalle 14.30 alle 17.30, una sessione di visite gratuite aperte a tutti coloro che desiderano effettuare un controllo. L’adesione dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese (Aou Senese) arricchisce ulteriormente il panorama delle iniziative in programma: l’unità operativa di Oculistica dell’ospedale senese ha infatti organizzato due giornate di screening, giovedì 12 e venerdì 13 marzo. In questo caso, le visite si terranno al lotto 1, piano 7, ambulatorio 27 (con stanza 25 dedicata all’accettazione), dalle 9 alle 13. I dottori Leonardo Ciompi e Fausto Pennarola effettueranno i controlli, dedicati in particolare a pazienti sani o con familiarità per il glaucoma, ma per potersi sottoporre all’esame è obbligatoria la prenotazione telefonica. Bisognerà chiamare lo 0577 585663, esclusivamente nella fascia oraria compresa tra le 13 e le 14, nei giorni di lunedì 9 e martedì 10 marzo.

La ricerca scientifica si concentra sulla neuroprotezione delle cellule retiniche

Mentre sul territorio si moltiplicano le iniziative di screening, la comunità scientifica internazionale prosegue i suoi sforzi per comprendere più a fondo i meccanismi alla base del glaucoma e per sviluppare terapie innovative che vadano oltre il semplice controllo della pressione intraoculare. Un numero crescente di studi, infatti, evidenzia come la malattia sia un rebus ben più complesso di quanto si pensasse in passato, dato che in molti pazienti la degenerazione del nervo ottico continua a progredire nonostante i valori pressori dell’occhio rientrino nella norma. Questo fenomeno suggerisce che alla base della patologia vi siano processi metabolici più intricati, legati alla sofferenza delle cellule ganglionari retiniche e dei loro assoni, strutture particolarmente ricche di mitocondri e quindi vulnerabili a stress energetici e tossici.

Un fronte di ricerca particolarmente promettente riguarda la neuroprotezione, ovvero la capacità di difendere le cellule nervose della retina dal danno degenerativo. Studi condotti presso istituti di ricerca italiani ed europei stanno facendo luce su meccanismi molecolari specifici che potrebbero essere alla base della morte cellulare nel glaucoma. Ad esempio, una ricerca del European Brain Research Institute di Roma, in collaborazione con la Wake Forest University negli Stati Uniti, sta investigando il ruolo dell’eccesso di rilascio di glutammato, un neurotrasmettitore che, in concentrazioni troppo elevate, diventa tossico per le cellule della retina. L’obiettivo è quello di sviluppare molecole in grado di contrastare questo specifico meccanismo, offrendo potenzialmente un nuovo bersaglio terapeutico per arrestare la progressione del danno visivo.

Nuove molecole e farmaci “riposizionati” per la cura del glaucoma

Un’altra affascinante linea di ricerca, che incrocia lo studio del glaucoma con quello di patologie sistemiche come il diabete e l’obesità, riguarda l’uso di una nota classe di farmaci, gli agonisti del recettore GLP-1, resi celebri dal loro impiego nella gestione del peso e del diabete di tipo 2. Evidenze preliminari, seppur ancora in fase di studio e non applicabili nella pratica clinica quotidiana per questa specifica indicazione, suggeriscono che questi farmaci possano esercitare un’azione neuroprotettiva diretta sulle cellule ganglionari retiniche. L’ipotesi, supportata da studi su modelli animali e da analisi retrospettive su grandi banche dati di pazienti, è che questi medicinali agiscano come uno “scudo molecolare”, riducendo l’infiammazione e attivando vie di segnale che promuovono la sopravvivenza cellulare, indipendentemente dall’effetto sulla pressione oculare.

Non meno significativi sono gli sforzi per mettere a punto versioni ottimizzate di molecole già note per le loro proprietà benefiche sul tessuto nervoso. Un progetto di ricerca sostenuto dalla BrightFocus Foundation e condotto sempre dal European Brain Research Institute sta sviluppando una forma modificata del Nerve Growth Factor (NGF), una proteina fondamentale per la crescita e la sopravvivenza dei neuroni. Questa versione, chiamata NGFp, è stata ingegnerizzata per mantenere intatte le proprietà neuroprotettive dell’NGF originale, eliminando però gli effetti collaterali indesiderati, come la capacità di generare dolore o di attivare segnali di morte cellulare. Se i risultati attesi verranno confermati, questa nuova molecola potrebbe rappresentare una terapia in grado di agire in sinergia con i tradizionali farmaci ipotensivi, offrendo una protezione più completa al nervo ottico e aprendo la strada a un approccio terapeutico combinato per contrastare la perdita irreversibile della vista.

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