Il glaucoma, un milione di malati in Italia e la metà non sa di esserne affetto: a Messina screening gratuiti per la "Settimana mondiale"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La prevenzione, si sa, rappresenta l'arma più efficace, spesso l'unica realmente a disposizione, per contrastare patologie che, quando si manifestano con sintomi conclamati, hanno già irrimediabilmente compromesso la qualità della vita. È stato presentato questa mattina, nella sede provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Messina, il calendario delle iniziative legate alla ‘Settimana mondiale del glaucoma’, l’appuntamento annuale promosso da Iapb Italia e Uici che, quest’anno, si svolgerà dall’8 al 14 marzo. L’incontro con la stampa è servito a lanciare un allarme che, nonostante le campagne di informazione, fatica ancora a diventare consapevolezza diffusa: il glaucoma è un "ladro silenzioso", una patologia subdola che aggredisce il nervo ottico senza preavviso, portando a una perdita irreversibile del campo visivo. I numeri, del resto, parlano chiaro: in Italia si stimano circa un milione di malati, e di questi, la metà ignorerebbe del tutto di esserlo, scoprendo la malattia solo quando il danno è ormai avanzato e le possibilità terapeutiche si riducono a un tentativo di rallentare un processo ormai inarrestabile.

Per invertire questa tendenza, l’Uici di Messina ha deciso di mettere a disposizione della cittadinanza il proprio ambulatorio oculistico di via Santa Cecilia, offrendo screening gratuiti per tre giornate specifiche: lunedì 9, martedì 10 e venerdì 13 marzo. Dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18, grazie alla collaborazione di medici oculisti volontari, chiunque potrà sottoporsi a un controllo della pressione oculare, un esame rapido e non invasivo che, come hanno spiegato i professionisti presenti, è il primo passo fondamentale per una diagnosi tempestiva. Costantino Mollica, presidente di Uici Messina, ha ribadito con forza il concetto che i servizi dell’Unione sono da intendersi come un presidio aperto alla città, un luogo dove la salute degli occhi viene tutelata al di là delle appartenenze associative, in un’ottica di reale utilità sociale e sanitaria. Una chiamata collettiva alla responsabilità, insomma, quella che arriva dagli specialisti, perché intercettare il glaucoma nelle sue fasi iniziali significa salvare la vista a migliaia di persone.

Una patologia insidiosa che si può fermare solo con i controlli

Ad arricchire il quadro della presentazione sono stati gli interventi di chi, quotidianamente, si confronta con le conseguenze devastanti di una diagnosi tardiva. La psicologa Simona Ceraolo ha posto l’accento sull’impatto che la cecità e l’ipovisione hanno sulla sfera personale e relazionale dell’individuo, un carico di sofferenza che va ben oltre i pur gravosi costi sanitari e assistenziali che la collettività è chiamata a sostenere. Fabrizio Zingale, direttore del Centro regionale Helen Keller, ha aggiunto un dato che dovrebbe far riflettere: il 75% dei casi di cecità e ipovisione sarebbero evitabili con una corretta e tempestiva prevenzione, una statistica che trasforma la mancata diagnosi in una sconfitta per l’intero sistema. Ed è qui che si inserisce il lavoro capillare delle associazioni, il cui statuto, come ha ricordato Zingale, annovera la prevenzione tra i suoi punti cardine, affiancando i non vedenti e gli ipovedenti in un percorso che non è solo di assistenza, ma anche di tutela dei diritti e promozione di una cultura della salute inclusiva.

Il meccanismo della malattia e l’importanza della pressione oculare

Ma cos’è che rende il glaucoma un nemico così difficile da smascherare? A spiegarlo in termini semplici, ma scientificamente rigorosi, è stata l’oculista Maria Briguglio, la quale ha sottolineato come la misurazione della pressione oculare rappresenti un esame fondamentale, un vero e proprio termometro della salute del nervo ottico. Si tratta di una procedura indolore e rapidissima, hanno ribadito i medici, che permette di identificare eventuali anomalie e di avviare immediatamente un percorso terapeutico. Il rischio, altrimenti, è quello di lasciare che la malattia progredisca inosservata: il glaucoma, infatti, nella sua forma più comune, non provoca dolore né offuscamento visivo percepibile, fino a quando la perdita di fibre nervose non diventa così massiccia da ridurre il campo visivo a un tunnel, lasciando intatta solo la visione centrale e facendo percepire il danno solo quando è ormai troppo tardi per intervenire in modo risolutivo. I controlli, dunque, restano l’unica arma a disposizione, e l’iniziativa messinese, con le sue porte aperte e i suoi tre giorni di visite gratuite, si inserisce perfettamente nello spirito della campagna internazionale che quest’anno, non a caso, ha scelto come slogan un imperativo categorico: “Moviti!”.

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