Dissapore lancia la prima Top50 dei birrifici artigianali, Unionbirrai fotografa un settore da 720mila ettolitri
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Redazione Economia
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La redazione di Dissapore ha presentato oggi la prima edizione della sua Top50 dei birrifici artigianali italiani, una selezione di cinquanta produttori destinata, nelle intenzioni della testata enogastronomica, a diventare un appuntamento annuale. La lista è stata svelata nel corso di un evento al Mercato Centrale di Torino e pubblicata contestualmente online. La stessa redazione precisa che i birrifici artigianali attivi in Italia sono diverse centinaia e che la selezione non ha alcuna pretesa di esaustività.
Il quadro produttivo delineato da Unionbirrai
A pochi giorni di distanza, i numeri del comparto restituiscono la dimensione di un fenomeno che ha superato la fase pionieristica. Nel 2025 in Italia sono stati prodotti circa 720mila ettolitri di birra artigianale, pari al 4,2% della produzione birraria nazionale, con quasi 940 piccoli birrifici indipendenti distribuiti sul territorio.
A tracciare questo quadro è Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti italiani, attraverso una nuova elaborazione dei dati presentata dal presidente Vittorio Ferraris nel corso dell’ottava edizione di FilieraBirra, il convegno dedicato quest’anno a “Innovazione e nuovi modelli di consumo”, svoltosi al Palazzo della Cultura di Milano.
L’analisi prende le mosse dai dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, secondo cui nel 2025 sono stati circa 930 gli operatori con produzione annua non superiore a 10mila ettolitri che hanno effettuato immissioni in consumo di birra, generando un gettito complessivo di accise stimato in circa 9 milioni di euro. Partendo da questi valori, Unionbirrai ha elaborato una produzione stimata di circa 470mila ettolitri, alla quale si aggiungono ulteriori 250mila ettolitri attribuibili a una dozzina di piccoli birrifici indipendenti di maggiori dimensioni.
Il risultato è una produzione complessiva stimata in circa 720mila ettolitri.
Il peso degli associati e la struttura a due velocità
Significativo anche il contributo delle imprese associate a Unionbirrai: 290 produttori che nel 2025 hanno realizzato complessivamente circa 310mila ettolitri, pari a quasi il 70% della produzione dei microbirrifici e a circa il 45% di quella complessiva dei piccoli birrifici indipendenti italiani.
L’elaborazione mette in evidenza una varietà dimensionale che costituisce una caratteristica strutturale del settore: da una parte circa 930 microbirrifici che insieme producono circa 470mila ettolitri, dall’altra una dozzina di birrifici indipendenti più grandi che ne mettono in fila 250mila, quasi tre ettolitri su dieci della birra artigianale italiana escono da poco più di dieci aziende.
«A trent’anni dalla nascita della birra artigianale italiana, questi numeri raccontano quanto sia diventato importante un movimento nato dall’iniziativa di pochi pionieri», ha dichiarato Ferraris. «Oggi parliamo di centinaia di imprese che producono qualità, esprimono competenze e valorizzano i territori attraverso birre con una propria identità».
Il presidente di Unionbirrai ha poi indicato alcune priorità per il comparto, a partire dal rafforzamento della filiera nazionale delle materie prime e dallo sviluppo della maltazione, fino alla semplificazione degli adempimenti fiscali e amministrativi.
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