India, rilasciati i leader degli “scarafaggi”: la protesta non si ferma
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Redazione Esteri
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Nuova Delhi si prepara a un secondo giorno di contestazioni dopo che la polizia ha fermato migliaia di manifestanti nel corso della prima giornata di mobilitazione. Al centro della tensione c’è il movimento giovanile degli “scarafaggi”, il Cockroach Janta Party, che chiede le dimissioni del capo della Commissione elettorale indiana, Gyanesh Kumar, accusato di aver gestito una revisione delle liste elettorali che avrebbe penalizzato milioni di elettori.
Il fondatore del movimento, Abhijeet Dipke, è stato arrestato sabato mattina all’aeroporto di Nuova Delhi, al suo arrivo da Mumbai, insieme ad altri due dirigenti, Saurav Das e Ashutosh Ranka.
Il rilascio e le condizioni imposte dal tribunale
Un tribunale della capitale ha disposto domenica la scarcerazione dei tre leader, ponendo come condizione il rispetto dell’obbligo di “non turbare la pace per un anno”. Dipke, in camicia bianca, ha lasciato il tribunale a bordo di un veicolo nero, mentre all’esterno proseguivano le manifestazioni. Poche ore dopo il rilascio, il leader ha attaccato duramente il primo ministro Narendra Modi sui social media, scrivendo che “disonora l’India” e definendolo “un codardo e un bruto peggiore di quanti il Paese abbia mai conosciuto”.
Il portavoce Saurav Das, parlando ai giornalisti, ha dichiarato che “il governo ha paura” dei giovani che chiedono giustizia e che il movimento “non si tirerà indietro”.
La repressione della manifestazione a Nuova Delhi
La giornata di sabato era stata preparata con un dispositivo di sicurezza imponente: decine di migliaia di agenti schierati, stazioni della metropolitana chiuse, internet mobile sospeso e posti di blocco lungo le principali vie d’accesso alla capitale. Il luogo designato per la protesta, Jantar Mantar, è stato transennato con barriere metalliche prima ancora che la manifestazione iniziasse.
La polizia ha fermato i manifestanti prima che potessero raggiungere il sito, inseguendone alcuni e caricandone altri sui mezzi delle forze dell’ordine. Secondo fonti delle forze dell’ordine, nella sola zona del quartiere degli affari circa 200 persone sono state fermate, ma il bilancio complessivo degli arresti nella regione della capitale è di diverse migliaia, con stime che variano a seconda delle testate.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto il rilascio “immediato” e incondizionato di tutte le persone “detenute arbitrariamente” a Nuova Delhi.
La revisione delle liste elettorali al centro della mobilitazione
La protesta degli “scarafaggi” si concentra sulla Special Intensive Revision, il processo di revisione delle liste elettorali avviato l’anno scorso che ha portato alla cancellazione di oltre 130 milioni di nominativi. La Commissione elettorale e il governo sostengono che l’operazione serva a eliminare iscrizioni duplicate, persone decedute e irregolarità, respingendo ogni accusa di manipolazione.
Le opposizioni e gli attivisti ritengono invece che la revisione colpisca in modo sproporzionato gli elettori delle minoranze, in particolare i musulmani, e le fasce più vulnerabili, favorendo il Bharatiya Janata Party di Modi. La polemica si è intensificata dopo che il quotidiano Indian Express ha rivelato che due dei tre commissari elettorali avevano sollevato obiezioni formali su diverse decisioni relative alla revisione.
Le origini del movimento e la mobilitazione dell’opposizione
Il Cockroach Janta Party è nato in maggio come campagna satirica online, dopo che il presidente della Corte Suprema, Surya Kant, aveva paragonato i giovani disoccupati a “scarafaggi” e “parassiti”. Il movimento ha rapidamente trasformato l’offesa in un simbolo di resistenza, organizzando proteste che in luglio hanno costretto alle dimissioni il ministro dell’Istruzione, Dharmendra Pradhan, dopo uno scandalo legato alla fuga di informazioni sugli esami pubblici.
Alla mobilitazione contro la revisione delle liste elettorali si sono uniti anche i partiti dell’opposizione: il leader del Congresso Rahul Gandhi è stato brevemente fermato dalla polizia durante una protesta a Nuova Delhi nei giorni precedenti. Gandhi e altri esponenti dell’opposizione hanno accusato la Commissione elettorale di condurre la revisione in modo da favorire il partito di Modi.
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