Rara ondata di gelo investe la Florida, mentre un "bomb cyclone" minaccia la costa orientale
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Redazione Esteri
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Una massa d'aria di origine artica, che da giorni sta imprigionando nel gelo gran parte degli Stati Uniti a est delle Montagne Rocciose, si appresta a compiere un’insolita incursione verso sud, in territori generalmente miti. L’aria gelida, infatti, superata senza intoppi la piana centrale, è diretta verso la penisola della Florida, dove si prevedono condizioni di freddo eccezionale, specialmente nella zona di Miami. È un fenomeno meteorologico raro, quello che porta temperature così basse così a sud, favorito dalla discesa del vortice polare che sta canalizzando l’aria fredda canadese fin sulle calde acque del Golfo del Messico, toccando anche lo Yucatan, Cuba e parte dell’America Centrale.
Le conseguenze del gelo artico
Gli effetti di questa vasta irruzione sono già sotto gli occhi di molti. Nell’Upstate di New York, per esempio, il fenomeno delle nevicate da “effetto lago” si è scatenato con particolare violenza sulla città di Oswego, seppellendo case e automobili sotto una coltre bianca caduta al ritmo, secondo le autorità, di otto centimetri all’ora. Una situazione che ha reso necessario dichiarare lo stato di emergenza, mentre i servizi lavorano senza sosta per ripristinare la viabilità. Non si tratta, però, dell’unico evento estremo che sta caratterizzando questa fase invernale, la quale sembra non voler concedere alcuna pausa dopo i precedenti episodi di maltempo.
La minaccia del "bomb cyclone"
Mentre la Florida si prepara al freddo, la costa orientale si trova invece ad affrontare la prospettiva di una nuova e potente tempesta. Le previsioni per l’ultimo fine settimana di gennaio indicano infatti la rapida evoluzione di un “nor’easter” – una perturbazione tipica che spira da nord-est – in un vero e proprio “bomb cyclone”. Questo termine tecnico, utilizzato dai meteorologi, descrive una depressione che si intensifica in modo esplosivo, con un calo di pressione molto marcato in poche ore, e che promette di scaricare forti precipitazioni e venti di burrasca su vaste aree già provate.
Uno scenario in evoluzione
Il quadro che emerge è quindi quello di un inverno nordamericano particolarmente severo e dinamico, con fenomeni che vanno dalla rara ondata di gelo subtropicale al consolidarsi di tempeste di neve di grande impatto. L’aria artica, spingendosi senza barriere fino al Golfo, ha innescato una serie di eventi concatenati che stanno mettendo a dura prova regioni e infrastrutture diverse, dal nord nevoso agli stati dal clima normalmente più clemente. Resta alta l’attenzione degli esperti sul percorso e sull’intensità del ciclone in formazione, il cui arrivo potrebbe complicare ulteriormente la situazione.




