Sorelle scomparse, la zia rivela: “Dovevano andare via”
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Redazione Interno
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Le sorelle scomparse Alysia e Sara sono al centro di nuove dichiarazioni rese dalla zia Sofia, che ha raccontato di aver ricevuto dalle due ragazze l’assicurazione che “tra martedì e mercoledì se ne sarebbero andate via” nei giorni dell’allontanamento dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Le parole emergono da un’intervista raccolta dalla trasmissione “Dentro la notizia” su Canale 5, condotta da Gianluigi Nuzzi, e riportano l’attenzione sulle circostanze che hanno preceduto il ritrovamento delle minori. Nel racconto della donna, che le ha ospitate a Formia durante il periodo della scomparsa, si inserisce un quadro più ampio di tensione familiare e ricostruzioni giudiziarie ancora in fase di definizione.
Le dichiarazioni della zia e la ricostruzione dei giorni a Formia
Nel corso della trasmissione televisiva, la zia Sofia ha riferito di aver accolto le due sorelle nella propria abitazione del quartiere Rio Fresco a Formia per un periodo di circa quattordici giorni. La donna ha spiegato di aver agito convinta di offrire ospitalità a una famiglia in difficoltà, mentre le minori si trovavano lontane dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Secondo quanto riportato, le ragazze le avrebbero confidato l’intenzione di lasciare presto la situazione che si era creata, indicando un orizzonte temporale preciso nei giorni centrali della settimana. Nel suo racconto emerge anche un elemento di preoccupazione personale, legato alla possibilità di essere scoperta durante quei giorni di permanenza.
Le dichiarazioni della zia si inseriscono in una narrazione più ampia che riguarda le ore successive alla sparizione e il periodo di ricerca delle due sorelle. Il contesto descritto evidenzia una convivenza prolungata nell’abitazione di Formia, durante la quale la donna sostiene di aver vissuto una situazione di crescente tensione. Le parole rese pubbliche contribuiscono a delineare la dinamica degli eventi secondo la sua versione, che resta una delle ricostruzioni al centro dell’attenzione mediatica e investigativa legata al caso delle sorelle scomparse.
Le indagini, il ritrovamento e il quadro giudiziario a Sulmona
Parallelamente alle testimonianze, il caso delle sorelle scomparse è stato oggetto di un’ampia attività ricostruttiva da parte della magistratura. Dodici pagine di atti, dedicate in larga parte alla situazione di conflitto familiare, hanno contribuito a sostenere le esigenze cautelari nei confronti dei familiari coinvolti nella vicenda. Il gip del tribunale di Sulmona, Giulia Sani, ha ricostruito i passaggi successivi alla sparizione e al successivo ritrovamento delle minori, analizzando gli elementi raccolti nel corso delle indagini.
Nell’ambito di questa ricostruzione risultano coinvolte diverse figure familiari, tra cui la madre, il nonno e il compagno della donna, fermati nel corso della settimana successiva agli eventi. Il quadro giudiziario si concentra sulle dinamiche che hanno preceduto il ritrovamento e sulla gestione dei giorni in cui le ragazze risultavano irreperibili. Le attività investigative hanno cercato di chiarire la sequenza dei fatti e le responsabilità connesse, in un contesto definito da forti tensioni interne al nucleo familiare.
La posizione della procura e le precisazioni sul caso
Ulteriori sviluppi riguardano anche le dichiarazioni della procura della Repubblica di Sulmona, che ha smentito alcune informazioni circolate su presunte convocazioni della donna che aveva ospitato le minori a Formia. Il procuratore Luciano D’Angelo ha chiarito che non risulta alcuna convocazione programmata nei confronti della zia Sofia, precisando la posizione dell’ufficio giudiziario rispetto alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione.
Le precisazioni della procura intervengono in un momento in cui il caso continua a generare attenzione pubblica e mediatica, soprattutto per la complessità delle ricostruzioni e la pluralità di versioni emerse. La vicenda delle sorelle scomparse resta così al centro di un lavoro investigativo che prosegue sull’analisi degli elementi raccolti, mentre le dichiarazioni dei soggetti coinvolti contribuiscono a delineare un quadro ancora in fase di definizione sotto il profilo giudiziario.




