Sorelle scomparse in Abruzzo, il fidanzato di Alisya ascoltato per sei ore e mezza
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Redazione Interno
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Le indagini sulle sorelle scomparse in Abruzzo proseguono con un nuovo lungo ascolto di Youssef, il fidanzato diciottenne di Alisya, la maggiore delle due ragazze sparite dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Il giovane è rimasto in caserma per sei ore e mezza e, per oltre un'ora, ha parlato direttamente con il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo. Al termine dell'incontro il magistrato ha precisato che il ragazzo non è indagato, spiegando che la necessità di sentirlo nuovamente rientra nell'attività investigativa in corso e che, allo stato attuale, non esiste alcun indagato.
Nuovi approfondimenti e chiarimenti degli investigatori
Secondo quanto emerso, gli investigatori hanno chiesto a Youssef ulteriori chiarimenti soprattutto sugli scritti che il diciottenne attribuisce alla madre e nei quali, a suo dire, sarebbe stato affermato che era pronta a portare via le ragazze anche con la forza. La deposizione si è protratta per diverse ore, confermando la volontà degli inquirenti di verificare ogni elemento disponibile prima di arrivare a eventuali sviluppi. Nella stessa giornata sono stati ascoltati anche due amici, mentre il procuratore ha ribadito che il giovane non è sottoposto ad alcuna indagine e che l'attività investigativa continua senza persone formalmente indagate.
Le ricerche tra ruderi e casolari abbandonati
Parallelamente agli accertamenti, proseguono le operazioni di ricerca di Alisya e Sarah, rispettivamente di 16 e 12 anni, scomparse ormai da due settimane dalla struttura di accoglienza nella quale erano affidate da due anni. Le squadre impegnate sul territorio stanno concentrando l'attenzione su casolari abbandonati e vecchi ruderi presenti nell'area, nella convinzione che le due minori possano aver trovato un rifugio temporaneo in edifici isolati. Le perlustrazioni vengono quindi estese a strutture difficilmente accessibili, nella speranza di individuare elementi utili al ritrovamento delle ragazze.
Le parole del padre e la posizione della Procura
Il padre di Sarah e Alisya continua a sostenere di credere che le figlie siano ancora vive, affermando che il suo cuore gli dice che stanno bene. Anche il procuratore di Sulmona ha espresso una valutazione precisa su una delle ipotesi circolate nelle ultime ore, dichiarando di non ritenere che in fondo al Lago di Barrea possano trovarsi i corpi delle due adolescenti, nonostante il tempo trascorso dalla loro scomparsa. Mentre le ricerche sul territorio proseguono e vengono raccolte nuove testimonianze, gli investigatori continuano a verificare ogni informazione disponibile per ricostruire gli spostamenti delle due sorelle e individuare elementi utili alle indagini.




