Judo, la federazione mondiale riammette gli atleti russi con inno e bandiera

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una decisione destinata a fare rumore, che segna una svolta senza precedenti nel panorama sportivo internazionale degli ultimi due anni, è stata annunciata dalla International Judo Federation. L'organismo, che governa a livello globale questo sport, ha infatti concesso il via libera formale alla partecipazione degli atleti russi alle proprie competizioni, i quali potranno gareggiare esibendo la loro bandiera nazionale e ascoltando le note del proprio inno durante le cerimonie di premiazione. Si tratta, nei fatti, del primo caso in cui una federazione sportiva di primo piano revoca integralmente il bando imposto a seguito dell'invasione dell'Ucraina, allontanandosi in maniera netta dalle direttive del Comitato Olimpico Internazionale che, al contrario, continuano a raccomandare lo status di atleti neutrali.

Una rottura con le linee guida internazionali

Mentre in altre discipline, dalle Olimpiadi agli europei e mondiali di scherma e nuoto, ai russi era permesso competere soltanto in forma strettamente individuale e senza simboli patriottici, l'IJF ha scelto una strada diametralmente opposta. La federazione di judo, la cui decisione operativa sarà già visibile nel prossimo Grand Slam in programma ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ripristina dunque la piena identità nazionale dei suoi agonisti, cancellando di fatto le restrizioni che li avevano relegati a una presenza anonima e privata di qualsiasi riferimento al paese di origine. Una mossa che, com'era prevedibile, non è passata inosservata e ha generato immediate reazioni.

Le proteste immediate dall'Ucraina

La risposta ucraina non si è fatta attendere, configurandosi come un netto rifiuto di quanto stabilito dall'organismo mondiale. Le autorità sportive di Kiev hanno bollato la riammissione incondizionata come una "palese violazione delle raccomandazioni del Cio", sottolineando come questa apertura appaia in netto contrasto con il parere della maggior parte degli organismi sportivi globali. Una frattura, questa, che rischia di creare un pericoloso precedente e di apto un dibattito sull'unità di intenti del mondo dello sport di fronte al conflitto ancora in corso, con una federazione che decide autonomamente di normalizzare i rapporti prima che vi siano sviluppi politici significativi.

Il ritorno alla piena rappresentanza

Con questo atto, l'International Judo Federation non si limita a permettere il ritorno degli atleti, ma ne sancisce il pieno diritto a rappresentare la Russia in ogni aspetto cerimoniale della gara. Un ritorno alla normalità pre-bellica che, se da un lato viene visto come un segnale di distensione e di separazione tra sport e politica, dall'altro viene interpretato come un atto di sfida verso le politiche di isolamento sportivo finora perseguite. La scelta, presa a pochi mesi dall'inizio dei Giochi Olimpici di Parigi, dove le regole di partecipazione rimangono invece quelle della neutralità, getta un'ombra di incertezza sul futuro coordinamento tra le diverse federazioni e il movimento olimpico nel suo complesso.

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