"Era una moglie perfetta": il dolore del marito di Chamila, uccisa da Emanuele De Maria prima del suicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Era una moglie perfetta". Con queste parole il marito di Chamila Wijesuriya, la donna di origini singalesi uccisa da Emanuele De Maria prima che questi si togliesse la vita gettandosi da una terrazza del Duomo di Milano, ha voluto ricordare la compagna di una vita. Sposati da trent’anni e trasferitisi in Italia ventotto anni fa, la coppia aveva un figlio diciottenne che, insieme al padre, aveva atteso invano il ritorno di Chamila venerdì scorso, illudendosi fino all’ultimo che potesse trattarsi di un semplice ritardo. Quello che l’uomo ignorava era la relazione della moglie con De Maria, detenuto in permesso di lavoro. "A me queste cose non mi interessano, perché ormai lei non c’è più e quello che ha fatto per me e nostro figlio è più importante", ha detto con un dolore asciutto.

Le indagini, ancora in corso, hanno ricostruito i movimenti del 35enne nelle ore successive al femminicidio. Alle 17.36 di venerdì, De Maria è stato ripreso dalle telecamere mentre scendeva le scale della stazione Bignami della metropolitana, con in mano uno zaino e una borsa da donna, poi identificata come quella di Chamila. Poche ore prima, secondo gli investigatori, l’aveva accoltellata a morte al parco Nord, dove i due si erano incontrati. Dopo l’omicidio, invece di darsi alla fuga, aveva aggredito un terzo collega davanti all’hotel Berna, in via Napo Torriani, dove lavorava come receptionist grazie a un regime di semilibertà.

Proprio la sua condizione di detenuto ammesso ai lavori esterni è al centro delle polemiche. De Maria scontava una condanna definitiva a 14 anni per l’omicidio di un’altra donna, commesso nel 2016 in un albergo dismesso nel Casertano. Arrestato nel 2018 dopo una latitanza all’estero, aveva beneficiato della concessione ai permessi per buona condotta, trovando impiego nell’albergo milanese. Una circostanza che ha spinto il ministro della Giustizia Nordio a chiedere chiarimenti, mentre il giudice di sorveglianza dovrà valutare eventuali responsabilità nella gestione del caso.

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