Juve, Comolli nuovo ad: "Penso solo a vincere, servono stadi migliori"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Damien Comolli, nel giorno del suo insediamento ufficiale quale amministratore delegato della Juventus, ha tracciato con parole chiare la rotta che intende seguire, un percorso ambizioso che, se da un lato ha il suo perno indiscusso nel ritorno al successo del club bianconero, dall’altro non ignora una riflessione più ampia sul contesto calcistico nazionale. “Non penso ad altro che a vincere”, ha dichiarato senza mezzi termini, sottolineando come l’obiettivo primario sia costruire una squadra competitiva senza dover attingere ulteriormente alle casse degli azionisti, per riconquistare lo scudetto e tornare a competere ad alti livelli in Champions League. Un progetto, il suo, che guarda al medio-lungo termine e che richiede, come egli stesso ha precisato, pazienza e metodo, rifiutando di commentare nel dettaglio situazioni specifiche come quella relativa al futuro di Dusan Vlahovic, rimandando ogni valutazione a chiusura della stagione agonistica.

La visione per il calcio italiano e il nodo infrastrutture

Oltre ai piani interni alla società, Comolli ha voluto espandere il proprio sguardo, offrendo una diagnosi precisa su ciò che, a suo avviso, frena il potenziale del campionato italiano. Pur riconoscendo gli asset straordinari del calcio nostrano, come la passione dei tifosi – evidenziata dal milione e duecentomila spettatori che hanno seguito l’ultima partita della Juventus – e la sua vasta portata, ha indicato senza esitazione la necessità di dotarsi di “stadi validi”. Questa carenza infrastrutturale, che limita le entrate e l’esperienza complessiva, rappresenta uno dei principali ostacoli da superare per recuperare terreno rispetto alle altre grandi leghe europee, un tema che tocca da vicino anche il futuro bilancio della Juventus stessa.

I rapporti nel nuovo consiglio di amministrazione

La nuova governance juventina, che vede Comolli in un ruolo chiave promosso rispetto all’assetto precedente, si caratterizza anche per l’ingresso nel consiglio di amministrazione di un rappresentante di Tether, Francesco Garino, nominato in rappresentanza del socio di minoranza. Interpellato sulle dinamiche che regoleranno i rapporti all’interno del nuovo CdA, l’amministratore delegato ha adottato un tono collaborativo, affermando di essere “aperto al dialogo e ad ascoltare proposte”. “Qualsiasi sia il socio”, ha aggiunto, “siamo aperti alla collaborazione e ai suggerimenti, serve un dialogo positivo”, segnalando un approccio inclusivo volto a creare una base condivisa per le decisioni future.

Uno sguardo al futuro e l’apprezzamento per Spalletti

La sua attenzione, del resto, non si è limitata ai confini di Vinovo, spingendosi fino a un’analisi tecnica della nazionale italiana, della quale ha elogiato il commissario tecnico Luciano Spalletti, definendolo dotato di “una mente molto creativa e audace”. A testimonianza di questa qualità, Comolli ha citato, come esempio concreto, la scelta tattica di schierare il giocatore Teun Koopmeiners in un ruolo difensivo, una mossa che a suo parere dimostra inventiva e coraggio. Questa capacità di leggere il gioco e di innovare, sebbene in un contesto differente, sembra essere una qualità che il nuovo dirigente ammira e, probabilmente, ritiene fondamentale per il progetto sportivo che intende portare avanti con la Juventus.

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