Borsa, il petrolio sale a 104 dollari e trascina i titoli energetici. Diasorin vola, male Leonardo e Avio
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Redazione Economia
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La prima seduta della settimana a Piazza Affari, nonostante un avvio contraddistinto da una certa incertezza, è riuscita a virare in territorio positivo,了一个 risultato che contrasta con le flessioni registrate dalle altre principali piazze europee nel corso della stessa mattinata. Alle 13.56, il FTSE Mib segnava un progresso dello 0,11% portandosi a 49.343 punti, muovendosi all’interno di un range che, dopo aver toccato un minimo di 49.226, ha tentato un assalto al massimo di 49.527. Questo clima di cautela, che gli analisti definiscono “nervoso”, è la diretta conseguenza dello stallo diplomatico tra Stati Uniti e Iran; una situazione che, alimentando le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico, sta esercitando una pressione al rialzo senza precedenti sulle quotazioni del greggio.
Petrolio a 104 dollari, listini in ordine sparso
Il rifiuto categorico opposto dal presidente americano Donald Trump alla controproposta di pace elaborata da Teheran – definita “totalmente inaccettabile” – ha di fatto allontanato l’ipotesi di una rapida risoluzione del conflitto, con conseguenze immediate sui mercati delle materie prime. Il Brent, il greggio di riferimento europeo, ha così superato quota 105 dollari al barile, mentre il WTI americano si è attestato sui 98 dollari. È proprio questo incremento del prezzo del greggio – che tocca direttamente i conti economici delle energy company – a spiegare la resilienza di Piazza Affari (+0,3% nel momento di massima forza), dove i titoli petroliferi hanno viaggiato in netto rialzo: Saipem, ad esempio, ha guadagnato il 2%, beneficiando di questa spinta speculativa, mentre lo spread tra Btp e Bund si manteneva stabile su valori contenuti.
Il trimestre premia Diasorin, l’Ai spinge Stm
Nel dettaglio dei singoli titoli, emerge una fotografia a due facce che racconta bene la complessità della giornata. Da un lato, c’è il rally straordinario di Diasorin, letteralmente volata grazie alla pubblicazione, avvenuta venerdì dopo la chiusura dei mercati, dei risultati del primo trimestre e della conseguente conferma delle stime annuali; un balzo che ha superato in alcuni momenti l’8%, rendendola la regina indiscussa del listino. Ottima performance anche per Stm, in rialzo di oltre il 2%, la quale ha cavalcato l’entusiasmo generato dal settore dell’intelligenza artificiale sui mercati asiatici – un trend che continua a premiare i semiconduttori – e per Tenaris, che ha beneficiato dell’annuncio di un’acquisizione in Romania. Dall’altro lato, tuttavia, si è assistito a un vero e proprio crollo verticale dei titoli della difesa, penalizzati forse da un riallineamento delle attese o da prese di beneficio dopo i forti rialzi precedenti; tra questi, Leonardo ha ceduto terreno in modo deciso, così come Avio e Fincantieri, che hanno registrato perdite tra il 2% e il 5%.
Wall Street timida, Europa a due velocità
L’avvio contrastato di Wall Street, dove il Dow Jones segnava un marginale -0,05% a fronte di un Nasdaq in calo più marcato (-0,43%), conferma la prudenza degli investitori statunitensi difronte a uno scenario internazionale ancora fluido. A livello continentale, l’Europa si presenta così divisa: se Londra e Milano si sono mantenute in verde, sostenute rispettivamente dal comparto energetico e da quello tecnologico, ben più pesanti sono apparse le maglie rosse di Francoforte (-0,2%) e, soprattutto, di Parigi (-0,9%), dove il peso della crisi energetica si è fatto sentire con maggiore intensità. Unica variabile in controtendenza, il comparto tecnologico europeo – trainato appunto da Stm – cerca riparo dalle tensioni geopolitiche, mentre il resto del mercato trattiene il fiato in attesa di ulteriori sviluppi nelle trattative diplomatiche.




