Giro di finanziamenti sospetti nel calcio: perquisizioni e indagato Di Paolo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un nuovo filone d'inchiesta, che dalla Capitale si estende fino alle Marche, riporta alla luce l'intrico di rapporti tra alta finanza e calcio professionistico. I pm della Procura di Roma, infatti, hanno disposto cinquantadue perquisizioni - eseguite dal nucleo specializzato della Guardia di Finanza - nell'ambito di un'indagine su un presunto circuito di finanziamenti dai contorni opachi, il cui perimetro abbraccia diverse società del mondo del pallone. Un'operazione di polizia giudiziaria, quella di ieri, che ha visto un uguale numero di avvisi di garanzia notificati a persone fisiche e giuridiche, mentre gli investigatori scandagliano i flussi monetari e le sponsorizzazioni riconducibili a gestioni precedenti di un club umbro.

L'attenzione sulla Romana Film e sul consulente Ancona

Al centro delle attenzioni degli inquirenti romani, i quali stanno esaminando con particolare scrupolo l'origine di fondi pubblici potenzialmente deviati, figura Alessandro Di Paolo, imprenditore laziale già noto alle autorità per precedenti accertamenti nel settore cinematografico. Costui, che riveste il ruolo di consulente esterno per la Ssc Ancona, è considerato un punto di snodo cruciale per comprendere la galassia societaria coinvolta. Tra le entità finite nel mirino, non a caso, c'è la stessa Romana Film, società che lo scorso ottobre ha acquisito una quota pari al venti per cento del club dorico. Proprio attraverso queste partecipazioni incrociate, secondo la ricostruzione dei pm, si sarebbero potuti celare movimenti di denaro da chiarire.

La replica a caldo dell'Ancona dopo il successo in Coppa

La notizia delle perquisizioni, divampata ieri mentre l'Ancona si imponeva ai rigori in trasferta contro il Pomezia in Coppa Italia, ha provocato un'immediata reazione istituzionale da parte della società marchigiana. Il club, attraverso una nota ufficiale diffusa a fine partita, ha tenuto a marcare in modo netto la propria "totale estraneità riguardo ai fatti" riportati dalle agenzie, attribuendo la circolazione della notizia a una specifica testata giornalistica, sebbene la stessa fosse stata ripresa in forma ufficiale da più organi d'informazione. Una presa di posizione che, nelle intenzioni della proprietà guidata dal presidente Polci, mira a circoscrivere il coinvolgimento della squadra nelle indagini, lasciando intendere che si riserverà ogni azione per tutelare la propria immagine.

Il terremoto a Terni e l'addio della famiglia Rizzo

Mentre a Roma si procedeva con le perquisizioni, un'altra vicenda sembra mostrare il lato più instabile del calcio quando incrocia la finanza. Nella vicina Umbria, infatti, la Ternana Calcio vive un momento di profonda crisi istituzionale, con la famiglia Rizzo che si appresta a cedere la proprietà del club. Questo passaggio, che giunge in un periodo di accertamenti sugli equilibri societari del passato, contribuisce a dipingere un quadro in cui la stabilità finanziaria degli enti sportivi appare spesso precaria. Le inchieste, che scrutano le sponsorizzazioni e i conti delle gestioni precedenti, sollevano interrogativi su modelli di governance che, in alcuni casi, hanno mostrato criticità, lasciando le società esposte a rischi legati alla provenienza dei capitali.

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