Raul Fernandez e quel problema alla spalla che non c‘è: “Stavo bene, erano le gomme il vero ostacolo”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo fine settimana del 2026 consegna una MotoGP già ricca di spunti tecnici e prestazionali, e tra questi spicca la conferma di Raul Fernandez, pilota del team Trackhouse, capace di chiudere il Gran Premio di Thailandia con due terzi posti, uno nella Sprint e l’altro nella gara lunga di domenica. Un bottino che proietta lo spagnolo al terzo posto nella classifica iridata alle spalle di Pedro Acosta, primo con 32 punti, e di Marco Bezzecchi, fermo a quota 25. Il risultato, per come è maturato, assume i contorni di una piccola impresa considerando quanto accaduto poche ore prima della partenza. Durante il warm up, Fernandez aveva fatto segnare il miglior tempo, ma al termine della sessione un dolore alla spalla sinistra, la stessa infortunata lo scorso novembre in Portogallo, aveva fatto temere il peggio, tanto che era stata confermata una lussazione. Tuttavia, come spesso accade in questi casi, la percezione esterna non coincideva con la realtà dei fatti vissuta dal pilota. “La spalla andava bene”, ha tenuto a sottolineare lo stesso Fernandez a caldo, spostando invece il focus sulle reali difficoltà incontrate durante i 26 giri del Chang International Circuit. Il vero nemico, per lui come per molti altri, è stato il degrado della copertura posteriore, un fattore che ha condizionato le fasi calde della corsa.

Il degrado e quel sorpasso su Marquez, il suo idolo

Analizzando la prestazione di Raul Fernandez, emerge con chiarezza come la gestione delle gomme sia stata la variabile decisiva. Il pilota di Trackhouse ha condotto una gara solida, lottando per lunghi tratti con la Aprilia ufficiale di Jorge Martin, riuscendo poi a prevalere. Nei giri conclusivi, però, il calo è stato evidente: “Negli ultimi giri avevo la gomma posteriore distrutta”, ha confessato lo spagnolo, ammettendo di non essere riuscito a tenere il passo di un Bezzecchi ormai lanciato verso una vittoria in solitaria, né a rispondere all’assalto finale di Pedro Acosta, che lo ha scalzato dalla seconda piazza a pochi giri dalla bandiera a scacchi. Ciononostante, il risultato finale mantiene un sapore dolcissimo, certificato anche dal distacco contenuto – poco più di nove secondi dal vincitore – che lo pone al centro di un gruppolo di inseguitori molto competitivo. Un episodio, tra gli altri, merita di essere raccontato per comprendere lo stato d’animo del iberico: nel corso della gara ha effettuato un sorpasso ai danni di Marc Marquez, e a tal proposito ha dichiarato di essere stato in dubbio se tentare l’attacco, perché lo spagnolo del team Ducati è da sempre il suo idolo, ma di aver comunque voluto provare a essere pulito nell’esecuzione.

Una terza piazza in campionato che sa di conferma

Osservando la classifica del mondiale dopo la prima tappa, si nota una certa tendenza: la Aprilia, pur non essendo ancora al livello della Ducati per quanto riguarda l’evoluzione del motore, come ammesso dallo stesso Fernandez parlando della RS-GP, ha saputo piazzare ben quattro motrici nelle prime cinque posizioni. Oltre al terzo posto di Fernandez, infatti, ci sono il secondo di Bezzecchi, il quarto di Martin e il quinto di Ai Ogura, l’altro pilota del team Trackhouse, a dimostrazione di una competitività diffusa che va oltre il singolo risultato di un pilota ufficiale. Per Fernandez, questo avvio rappresenta la naturale prosecuzione del finale della passata stagione, quella che lo aveva visto protagonista di podi e vittorie. “Essere terzo nel mondiale dopo la prima gara è una bella sorpresa”, ha commentato, pur mantenendo un approccio pragmatico e consapevole della lunghezza del campionato. La scelta di non operarsi alla spalla a novembre, pur rischiando di saltare i test invernali di Sepang, sembra aver pagato, consentendogli di presentarsi a Buriram in condizioni accettabili per competere ad alti livelli. Ora l’asticella si alza, e si tratterà di capire come replicare queste prestazioni su piste diverse, ma per il momento la soddisfazione di aver raddoppiato i podi e di guidare la classifica mondiale – seppur in terza posizione – è tutta per sé e per il suo team.

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