Il primo verdetto della pista: Bezzecchi in fuga, poi è bagarre spagnola
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Redazione Sport
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Il semaforo del Chang International Circuit si è spento sulle ventidue moto schierate in griglia e, complice forse la lussazione alla spalla rimediata al mattino da Raul Fernandez, la scia arancione della Aprilia ufficiale di Marco Bezzecchi si è subito allungata in testa al gruppo. Il polesitter, autore di un avvio pulito e deciso, ha iniziato a dettare un ritmo che nelle prime fasi ha messo in difficoltà chi gli stava dietro, con un vantaggio che già dopo poche curve oscillava attorno al secondo. Una fuga che, per chi aveva assistito alle sue prestazioni nei test e in qualifica, non è apparsa una sorpresa, ma piuttosto la logica prosecuzione di un weekend fin qui dominato dalla sua RS-GP. Alle sue spalle, però, lo spettacolo era tutt'altro che scontato, con una serie di duelli tutti in salsa iberica che hanno infiammato la prima parte della gara.
Il martello di Acosta e la rimonta di Marquez
La bagarre per le posizioni di rincalzo è iniziata quasi immediatamente, con Pedro Acosta che ha sfoderato una staccata poderosa per avere la meglio su Marc Marquez, un sorpasso deciso che ricordava i tempi migliori del #37. Il pilota KTM, dimostrando una maturità e una grinta notevoli, non si è limitato a superare il campione del mondo in carica, ma ha successivamente replicato l'operazione anche su Jorge Martin, ingaggiando una lotta serrata fatta di sorpassi e controsorpassi che ha tenuto gli spettatori incollati alla diretta. In questo scambio di posizioni, mentre i due spagnoli si studiavano e si attaccavano a vicenda, Marc Marquez ha trovato il modo di infilarsi, approfittando della loro bagarre per guadagnare una posizione preziosa. L'otto volte iridato, partito dalla seconda casella, ha dovuto inizialmente cedere il passo al giovane Acosta, ma è poi riuscito a sopravanzare Martin, salvo essere nuovamente risucchiato dal ritmo forsennato del pilota di Mazarron.
Fernandez e la tenacia di chi lotta contro il dolore
Nonostante il problema fisico accusato poche ore prima del via, Raul Fernandez ha dimostrato una tenacia encomiabile. Dopo una partenza che lo vedeva terzo, il pilota del Trackhouse team è stato protagonista di un sorpasso ai danni di Marc Marquez, un'azione che lo ha riportato virtualmente sul podio provvisorio. La sua corsa, tuttavia, è rimasta un'incognita per tutta la durata del gran premio, con il dubbio costante di quanto la condizione della spalla potesse condizionarne la prestazione nel corso dei ventisei giri. La sua Aprilia satellite, che nei tratti guidati sembrava poter tenere il passo dei migliori, rischiava di pagare dazio nel finale, quando la gestione fisica diventa un fattore determinante quanto la meccanica. Intanto, più indietro, Francesco Bagnaia sembrava faticare a trovare la chiave per inserirsi nella lotta per le prime posizioni, complice forse una messa a punto non perfetta per le insidiose curve thailandesi.
Lo spettacolo delle retrovie e la gestione del vantaggio
Mentre Bezzecchi continuava a martellare il suo ritmo, innalzando un muro di asfalto tra sé e gli inseguitori, il gruppetto composto da Marquez, Acosta e Martin iniziava a dilatarsi. Raul Fernandez, terzo, fungeva da cuscinetto tra la fuga del leader e il terzetto spagnolo, con Acosta che sembrava aver preso definitivamente la misura di Martin, relegando il campione del mondo in carica a una quinta posizione che per lui era chiaramente stretta. La gara, giunta ormai al giro di boa, raccontava una storia chiara: un pilota dominante, l'Aprilia ufficiale di Bezzecchi, e dietro una sarabanda di sorpassi tutta spagnola che teneva acceso l'interesse, con un Marquez determinato a non perdere contatto e un Acosta a caccia del primo storico successo in MotoGP, deciso a rispondere colpo su colpo a chiunque osasse minacciare la sua posizione.




