Referendum, Gualtieri chiama i romani alle urne: "Cinque sì per non cedere all’indifferenza"
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Redazione Interno
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"L’8 e 9 giugno saranno tantissimi i romani e le romane a far valere il loro diritto di decidere", ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri, richiamandosi alla storica partecipazione popolare del 2 giugno 1946, quando il referendum istituzionale sancì la nascita della Repubblica. Quella votazione, come ricordato anche nel film C’è ancora domani di Paola Cortellesi, segnò un passaggio epocale non solo per la forma dello Stato, ma anche per l’estensione del suffragio alle donne.
Domenica e lunedì prossimi, gli italiani si troveranno davanti a cinque schede elettorali, ognuna relativa a un quesito abrogativo distinto. Quattro riguardano il mondo del lavoro – tutele nei licenziamenti, precariato, sicurezza nei subappalti e contratti a tempo determinato – mentre il quinto verte sui requisiti per la cittadinanza agli stranieri extracomunitari. Perché il voto sia valido, occorrerà il raggiungimento del quorum del 50% più uno degli aventi diritto, calcolato separatamente per ogni scheda.
Il terzo quesito, in particolare, potrebbe modificare una delle norme più discusse del Jobs Act: quella che regola durata, proroghe e rinnovi dei contratti a termine. Se la maggioranza degli elettori sceglierà l’abrogazione, verrebbero eliminate alcune disposizioni del decreto legislativo 81 del 2015, con possibili ripercussioni sul mercato del lavoro.




