L'addio a Italo Rota, l'architetto visionario del Novecento
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Redazione Interno
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L'architetto Italo Rota, una delle figure più prolifiche e visionarie dell'architettura italiana del Novecento, è morto il 6 aprile 2024 a Milano, la città che lo vide nascere il 2 ottobre 1953. Rota, che aveva 70 anni, era malato da tempo ed era ricoverato all'ospedale Humanitas.
Il lascito di Rota
Fra i suoi progetti più famosi, spicca la realizzazione del Museo del Novecento di Milano, situato nel preesistente Palazzo dell'Arengario che si affaccia su Piazza Duomo. Ma la sua influenza si estende ben oltre i confini della sua città natale, con numerose opere di rilievo internazionale.
Ricordi di un collega
Stefano Boeri, collega e amico di Rota, lo ricorda come un uomo geniale e provocatorio. "Le sue idee e visioni erano originali, inaspettate, a volte provocatorie, ma sempre di grandissima intelligenza", ha detto Boeri. "Nelle sue architetture, nelle installazioni, in tutte le mostre e i cataloghi che ha curato, fino all'ultimo suo libro che raccoglie disegni e progetti: è stato un protagonista della storia dell'architettura italiana."
Milano in lutto
La città di Milano piange la perdita di uno dei suoi figli più illustri. Eugenio Guarducci, anch'egli architetto, ha espresso il suo cordoglio su Twitter, ricordando Rota come "un uomo di grande spessore che amava la nostra terra e con il quale ho avuto il piacere e la fortuna di condividere un piccolo tratto di strada insieme".




