Federconsumatori contro l'aumento delle aliquote sulle polizze infortunio nella rc auto
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Redazione Economia
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Un emendamento alla Legge di Bilancio del 2026, presentato da Fratelli d’Italia, sta sollevando forti proteste da parte dei consumatori. La proposta, che intende portare l’aliquota fiscale applicata alle polizze infortunio del conducente, quelle collegate alla responsabilità civile veicoli, dal 2,5% attuale al 12,5%, viene definita da Federconsumatori “un’ipotesi profondamente ingiusta”. Secondo l’associazione, si tratterebbe di un ulteriore tentativo di “fare cassa sulle spalle dei cittadini”, i quali si troverebbero già a fronteggiare un contesto economico sempre più difficile per la mobilità privata.
L'impatto economico della manovra
Le stesse valutazioni fornite dal partito proponente non lasciano spazio a interpretazioni: l’innalzamento dell’imposta, che di fatto quintuplicherebbe il carico fiscale su quella specifica voce di polizza, garantirebbe allo Stato un gettito aggiuntivo di circa cento milioni di euro ogni anno. Una somma cospicua, che andrebbe a pesare in maniera diretta sulle tasche degli automobilisti, costretti a sostenere un aggravio di spesa in un settore, quello assicurativo, già caratterizzato da costi elevati e in ascesa. La misura, se confermata, rischierebbe di accelerare quel fenomeno, osservato ormai da diversi anni, di progressivo allontanamento di molte famiglie dalla proprietà di un’automobile.
La posizione di Federconsumatori
Federconsumatori, attraverso la sua sezione di Rimini ma esprimendo un malessere diffuso, ha messo nel mirino questa eventuale “stangata” finanziaria. L’organizzazione sottolinea con forza come l’intervento fiscale colpirebbe una copertura, quella contro gli infortuni del conducente, che rappresenta una garanzia accessoria ma ormai comune nelle polizze auto. “Ci risiamo”, è il commento amaro che circola, a significare l’ennesimo balzo in avanti delle spese obbligatorie per chi possiede un veicolo. Un aumento che, come spesso accade in simili circostanze, finirebbe per essere scaricato interamente sui contraenti, senza che questi ricevano in cambio alcun miglioramento del servizio o un ampliamento delle tutele.
Il quadro generale per gli automobilisti
La situazione delinea un panorama complesso per la motorizzazione privata in Italia, dove la sostenibilità delle spese di gestione diventa un problema crescente. Quello che fino a non molto tempo fa sembrava un traguardo scontato, ovvero poter mantenere un’autovettura, appare oggi per molti un lusso sempre più difficile da concedersi. L’eventuale introduzione di questa nuova imposta, che andrebbe ad aggiungersi ai già consistenti oneri, confermerebbe una tendenza che sta modificando in profondità le abitudini e le possibilità economiche di una fetta significativa della popolazione.




