Influenza, in Basilicata l'incidenza non cala e quasi doppia la media nazionale
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Redazione Salute
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Mentre a livello nazionale il picco influenzale sembra lentamente allentare la propria morsa, con l'indice di incidenza che nella quarta settimana del 2026 è sceso a 11,3 casi ogni mille assistiti, alcune regioni del Sud continuano a presentare un quadro epidemiologico di netta preoccupazione, resistendo ostinatamente alla tendenza generale di decremento. Il bollettino di sorveglianza integrata RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha contato ormai 9,8 milioni di italiani colpiti dall'inizio della stagione, segnala infatti come la Basilicata non accenni a diminuire, mantenendo un tasso di 21,9, quasi il doppio rispetto alla media del Paese.
Il caso anomalo della Campania e il rimbalzo delle Marche
In una sorta di tempesta perfetta che perdura ormai da un mese, anche la Campania si conferma in una condizione critica, rimanendo per la quarta settimana consecutiva nella fascia di intensità più alta con un indice di 20,7. A questi dati, che da soli valgono a spiegare una fetta consistente dei 620.000 nuovi casi registrati a livello nazionale nell'ultimo periodo di monitoraggio, se ne aggiunge un altro che interrompe un trend positivo: quello delle Marche. Dopo due settimane di calo, la regione centrale ha infatti registrato un "rimbalzino" dei nuovi contagi, portando l'incidenza a 12 casi per mille e stimando circa 18.200 nuovi ammalati in sette giorni, un dato che la riporta sopra la soglia nazionale e che evidenzia un'impennata particolare nei bambini fino ai quattro anni di età.
Il Piemonte resta stabile e le previsioni per la fine della stagione
Se da un lato, dunque, si osservano focolai di resistenza e inversioni di tendenza localizzate, altre aree del Paese mostrano un andamento più rassicurante. Il Piemonte, ad esempio, si conferma tra le regioni più stabili e sotto la media nazionale, indicando come la circolazione virale possa essere contenuta con maggiore efficacia. Le proiezioni degli esperti, tuttavia, lasciano intendere che la stagione influenzale sia ancora lontana dal concludersi: le stime, elaborate da fonti specializzate del settore farmaceutico, parlano di una possibile quota totale di 16 milioni di contagiati entro il mese di maggio, una cifra alla quale contribuirebbero in quasi due milioni i bambini e gli adolescenti fino ai 14 anni.
Il quadro clinico e quando ricorrere alle cure ospedaliere
L'attenzione dei medici di famiglia e degli infettivologi, in un contesto del genere, si sta inevitabilmente spostando anche sulla gestione delle possibili complicanze. Il ritorno dell'incidenza generale ai livelli di fine novembre, con 11,3 casi ogni mille abitanti, non deve trarre in inganno sulla reale aggressività dei virus in circolazione, spesso coadiuvati da loro "cugini" responsabili di sindromi respiratorie acute. Gli specialisti sottolineano come sia fondamentale riconoscere i campanelli d'allarme che possono trasformare una semplice influenza in una polmonite, circostanza nella quale diventa necessario recarsi tempestivamente al pronto soccorso per evitare il rischio di un peggioramento improvviso e pericoloso delle condizioni di salute.




