Soncin e l’Italia femminile a un passo dalla storia: "Credo nelle mie ragazze"
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Redazione Sport
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Mentre il sole cala su Ginevra, dove domani sera le azzurre affronteranno la Norvegia, Andrea Soncin non nasconde la consapevolezza del momento. "Dal primo giorno qui, ogni partita è stata decisiva", ha detto il ct in conferenza stampa, ricordando come persino l’esordio contro il Belgio avesse già il sapore di un’eliminazione diretta. Ora, però, la posta in gioco è più alta: un posto in semifinale, traguardo che l’Italia non tocca da tre decenni.
Quella di domani al Stade de Genève non è solo una partita. Per molte delle giocatrici convocate, che nel 2013 – ultima volta in cui la nazionale raggiunse i quarti – erano poco più che adolescenti, rappresenta l’occasione per riscrivere un pezzo di storia. La Norvegia, sedicesima nel ranking FIFA, non è una squadra da sottovalutare, ma Soncin, che dopo la sconfitta con la Spagna è stato visto commuoversi in diretta tv, ha fatto dell’unità del gruppo il suo punto di forza. "Preparatevi a 90 minuti, forse più, che valgono dodici anni", ha aggiunto, sottolineando il peso simbolico della sfida.
Intanto, tra le mura dello spogliatoio, dopo il passaggio del turno, si è respirata un’atmosfera che Laura Giuliani ha descritto con una sola parola: entusiasmo. "Abbiamo cantato, ballato, pianto", ha raccontato il portiere, figura chiave di questa squadra. Un misto di gioia e tensione che accompagnerà le azzurre anche domani, quando scenderanno in campo sotto i riflettori di Rai 1 e Rai Play




