Soncin e l’Italia femminile: "Sconfitta che brucia, ma l’orgoglio resta"
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Redazione Sport
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Andrea Soncin, con la voce rotta dall’emozione ma lo sguardo fiero, non ha nascosto il dolore per la sconfitta subita dall’Italia contro l’Inghilterra, che ha chiuso il sogno azzurro agli Europei femminili. "Così fa tanto male", ha ammesso il ct in conferenza stampa dopo il 2-1 ai supplementari, "ma siamo tutti orgogliosi di questa squadra. Purtroppo è il calcio, sappiamo come va". Un bilancio amaro, quello di Ginevra, dove le azzurre – dopo aver condotto in vantaggio con Barbara Bonansea – sono state raggiunte nel recupero del secondo tempo e superate nei minuti decisivi da un rigore contestato.
Quello che pesa, oltre al risultato, è il modo in cui la partita è sfuggita di mano. L’Italia, che aveva tenuto testa alle campionesse in carica per oltre novanta minuti, si è vista annullare il vantaggio al 96’, per poi cedere al 117’ su un calcio dagli undici metri assegnato dopo un intervento in area discutibile. "Nell’altra area avrebbero fischiato?", ha chiesto retoricamente Soncin, lasciando intendere un certo malumore verso le decisioni arbitrali. Ma se l’amarezza è comprensibile, il ct ha voluto sottolineare ciò che resta: un percorso inaspettato, una squadra che ha fatto sognare e un pubblico che, nonostante tutto, non ha smesso di sostenerla.
A Roma, al MAXXI, oltre seicento tifosi riuniti per seguire la partita hanno vissuto un’altalena di emozioni: dagli inni cantati a squarciagola all’esplosione di gioia per il gol di Bonansea, fino al silenzio che è sceso dopo i due colpi inglesi. Eppure, alla fine, non sono mancati gli applausi. Perché ciò che l’Italia ha mostrato in questo torneo – grinta, coraggio e un calcio di qualità – ha lasciato un segno più duraturo della delusione per l’eliminazione.




