Studiosi ebrei contro la definizione di antisemitismo, mentre il ddl Delrio divide
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Redazione Interno
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La proposta di legge del senatore dem Graziano Delrio, che mira a equiparare giuridicamente l'antisemitismo all'antisionismo adottando la definizione operativa dell'International Holocaust Remembrance Alliance, non naviga in acque tranquille, trovando opposizione in una parte di quegli stessi ambienti intellettuali ebraici che pure dovrebbero costituirne il naturale sostegno. Il documento dell’Ihra, che Martin Luther King definiva “un faro”, è stato infatti riconosciuto da quaranta stati e migliaia di istituzioni, ma alcuni studiosi ebrei lo hanno recentemente affossato con un altro documento, generando un paradosso per cui, come hanno scritto i loro critici più feroci, “per gli antisemiti non ci sono parole: impiccatevi con la vostra sporca corda”.
La proposta e le critiche interne
Delrio, che in un’intervista si è dichiarato allergico alle “purghe e alle censure”, ha presentato il suo disegno di legge con l’intenzione dichiarata di limitare i contenuti d’odio sui social network, da lui descritti come permeati da “gruppi organizzati di estremismo radicale islamico, che hanno grandi finanziamenti, organizzano siti e producono contenuti d’odio a sfondo antisemita”. Tuttavia, questa iniziativa legislativa, la quale cerca una strada fuori dal disastro globale dell'odio antiebraico, deve fare i conti con un dissenso interno al mondo ebraico stesso, che ne complica il percorso e alimenta le polemiche persino all’interno del Partito Democratico, dove c’è chi tenta di frenare l’iniziativa del senatore.
Il contesto politico e la Strategia nazionale
La discussione si inserisce in un quadro più ampio, segnato dall’approvazione da parte del consiglio dei ministri della “Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo”, un fatto che, come ha sottolineato l’intervento di Alessandra Servidori, dovrebbe spingere il Parlamento a conoscere lo stato dei fatti e ad affrontare la questione con determinazione, senza pretestuosi rinvii. La politica, infatti, non perde occasione per polemizzare, e la proposta di Delrio è diventata un terreno di scontro e di possibile mediazione, mentre la questione di fondo rimane urgente e spinosa.
Le mosse dell'opposizione e gli sviluppi
Ad accelerare i tempi vuole essere ora il centrodestra, il quale, in vista del 27 gennaio, Giorno della Memoria, intende chiedere di calendarizzare al più presto tutti i disegni di legge sull’argomento, incluso quello di Delrio. È la mossa studiata, ad esempio, dal presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, per insinuarsi nelle ferite degli avversari, aprendo formalmente a un’intesa sulla materia mentre il Pd mostra divisioni. Una manovra che punta a sfruttare le discrepanze tra gli avversari su un tema di alta sensibilità etica e politica, dove le posizioni sono tutt’altro che omogenee e le ragioni storiche si intrecciano con quelle dell’attualità più stringente.




