Gasparri apre a Delrio, ma la legge sull'antisemitismo spacca il Pd

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha confermato l'avvenuto confronto con Graziano Delrio, esponente di spicco del Partito Democratico, al fine di sondare un possibile terreno di intesa comune sulla proposta di legge contro l'antisemitismo. "Abbiamo intenzione di trovare dei punti di intesa", ha dichiarato Gasparri, il quale, sebbene non abbia voluto scendere nel merito di tutti gli aspetti del testo, ha sottolineato come il suo interesse principale risieda nel "rafforzare le norme di contrasto alla propaganda e all'azione antisemita". Una volontà, la sua, che si è tradotta nell'impegno a procedere celermente: "Andiamo avanti, vorremmo approvare la legge entro il 27 gennaio, Giorno della Memoria". Questo slancio, apparentemente bipartisan, nasconde però una profonda frattura interna al partito di opposizione, dove il disegno di legge presentato dallo stesso Delrio ha generato non poche perplessità e polemiche, offrendo al centrodestra un'occasione di manovra politica.

Il nodo della definizione e il caso che divide

Al centro del dibattito, e delle divisioni, si colloca il primo articolo del ddl, che adotta la definizione operativa di antisemitismo approvata dall'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (IHRA), la stessa recepita in una risoluzione del Parlamento europeo del 2017. Tale definizione, tecnicamente stringente, include tra gli esempi di antisemitismo contemporaneo il negare al popolo ebraico il diritto all'autodeterminazione e fare paragoni tra la politica contemporanea dello Stato di Israele e quella della Germania nazista. È proprio questo punto, che alcuni nel Pd interpretano come una possibile limitazione alla critica politica verso il governo israeliano, ad aver creato scompiglio e a essere visto da una parte della maggioranza come una forzatura ideologica.

La manovra del centrodestra tra le crepe degli avversari

Gasparri, da parte sua, ha colto al volo l'opportunità di intervenire in una disputa che lacera il campo avversario, definendo il proprio approccio come costruttivo e volto a trovare convergenze. "Ci sono molte cose che coincidono, come la definizione dell'antisemitismo, che deriva da organismi internazionali", ha rimarcato, presentando la propria azione come tesa a un obiettivo superiore. Tuttavia, la mossa si inserisce in una strategia più ampia del centrodestra, finalizzata a sfruttare le contraddizioni interne al Pd, accelerando i tempi per la calendarizzazione dei provvedimenti in materia in vista della ricorrenza del 27 gennaio. Una corsa contro il tempo che, mentre da un lato impegna il parlamento su un tema di assoluta rilevanza civile, dall'altro rischia di trasformare la lotta all'odio antisemita in un campo di battaglia politica.

Una priorità che supera le divisioni partigiane?

La questione, al di là delle strumentalizzazioni di cui è oggetto, rimane di una gravità ineludibile, come purtroppo testimoniano periodicamente fatti di cronaca nera che vedono vittime isolate o interi memoriali profanati da gesti odiosi, episodi che le forze dell'ordine e la magistratura indagano con rigore. L'intenzione dichiarata di Gasparri e di una parte del parlamento è quindi quella di dotare il paese di strumenti legislativi più efficaci, aggiornati alle forme moderne in cui si manifesta un pregiudizio antico e letale. Resta da vedere se il percorso, in sé condivisibile, riuscirà a mantenersi sui binari di un dibattito sostanziale o se verrà definitivamente risucchiato dalla logica dello scontro politico, che finora ha caratterizzato le prime fasi della discussione, lasciando in secondo piano l'urgenza di una risposta comune a un fenomeno di intolleranza che riguarda la coscienza collettiva.

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